Sierra Leone / Elezioni 2018

Nel suo rapporto preliminare presentato ieri a Freetown, la missione di osservazione dell’Unione europea (EOM) delle elezioni generali in Sierra Leone ha elogiato la Commissione elettorale per aver eseguito con costanza e professionalità i suoi compiti, anche quando i partiti politici e le istituzioni statali hanno provocato e potenzialmente sabotato la sua reputazione.

Gli osservatori hanno invece accusato i partiti di “chiedere pubblicamente la pace, ma alimentando privatamente discorsi di divisione, e attacchi e richieste ingiustificate alla Commissione” denunciando brogli elettorali nel primo turno, il 7 marzo, senza fornire alcuna prova autentica.

La detenzione di funzionari elettorali senza accusa da parte delle forze di sicurezza e le lettere inviate alla Commissione dal capo della polizia e dal procuratore generale alla vigilia delle elezioni, inoltre, potrebbero essere viste come delle interferenze nell’indipendenza costituzionalmente protetta della Commissione stessa.

La missione europea si è rammaricata anche del fatto che il ballottaggio presidenziale sia stato ritardato di diversi giorni a causa di una denuncia per frode presentata da un membro del Congresso di tutto il popolo (APC), il partito di governo. La sospensione decretata dalla Corte suprema è stata revocata solo un giorno prima che si svolgesse il secondo turno, il 27 marzo, costringendo la commissione elettorale a posticipare il voto.

In attesa che la Commissione elettorale proclami i risultati ufficiali del ballottaggio presidenziale (annunciati per domani), lunedì scorso l’opposizione, Partito del popolo della Sierra Leone (SLPP), ha annunciato la vittoria del suo candidato, Julius Maada Bio, con il 54.11% dei consensi, contro il 45,89% dell’avversario, Samura Kamara.  (Africanews / Al Jazeera)