Somalia / Qatar / Emirati Arabi Uniti

Sta suscitando accese reazioni un articolo, pubblicato il 22 luglio dal quotidiano statunitense New York Times, che rivela una conversazione tra un uomo d’affari del Qatar e l’ambasciatore di Doha in Somalia, che suggerisce che il paese del Golfo usi i gruppi terroristici somali per promuovere i suoi interessi commerciali nel paese.

Il dialogo lascia intendere che un attacco terroristico perpetrato la settimana precedente, fosse in realtà una manipolazione per influenzare gli interessi degli Emirati Arabi.

Il New York Times ha ricevuto la segnalazione attraverso un’agenzia di intelligence ostile al Qatar.
Il documento audio è una conversazione telefonica del 18 maggio tra l’uomo d’affari del Qatar Khalifa Kayed Al Muhanadi e l’ambasciatore del Qatar in Somalia. Una chiamata fatta otto giorni dopo un attacco con un’auto bomba al porto di Bosaso, in Puntland – gestito dagli Emirati Arabi -, che il 10 luglio ha ferito 10 persone ed è stato rivendicato dal ramo locale dello Stato islamico.

L’uomo d’affari spiega che l’esplosione aveva lo scopo di spaventare gli Emirati. “I nostri amici sono dietro l’ultima operazione”, afferma Al Muhanadi, spiegando che l’attacco era “destinato a far scappare la gente di Dubai da lì”. L’uomo d’affari si rallegrava della prospettiva che gli atti terroristici cacciassero gli Emirati dalla Somalia. “Lasciateli cacciare gli Emirati, in modo che non rinnovino i contratti con loro e io porterò il contratto qui a Doha”.

Queste osservazioni suggerirebbero un’alleanza tra terroristi e Qatar, contro gli interessi emiratini.

L’uomo d’affari e l’ambasciatore del Qatar non hanno negato l’autenticità della registrazione, ma Doha ha dichiarato che la sua diplomazia “non interferisce negli affari degli stati sovrani”. Una versione sostenuta dal governo somalo.

Lo stato semi-autonomo del Puntland ha invece dichiarato che l’articolo ha confermato i suoi sospetti di attacchi organizzati all’estero. Il partito di Wadadjir e il deputato Ahmed Moalim Fiqi hanno chiesto un’indagine federale.

La Somalia è diventata un campo di battaglia dei paesi del Golfo. Da un lato, l’Arabia Saudita e gli Emirati. Dall’altro, il Qatar, supportato dal suo alleato turco. Cittadini di entrambe le parti sono già stati presi di mira nel paese. (Radio France International / New York Times)