La nuova ricetta sudafricana contro la criminalità
Tra 9 mesi i Mondiali di calcio in Sudafrica, mentre cresce la necessità per l’esecutivo del nuovo presidente Jacob Zuma, di dimostrare al mondo le proprie capacità di governo. “Licenza di uccidere”: è la proposta del capo della polizia.

Era il 22 settembre scorso, quando una telefonata anonima annunciava un imminente attentato alle rappresentanze diplomatiche statunitensi in Sudafrica. L’annuncio è stato preso sul serio dalle autorità di Washington che hanno chiuso per una settimana tutte le agenzie governative presenti nel paese, invitando i propri cittadini a mostrare cautela.

Aldilà dei pericoli da attentati terroristici attribuibili a presunte cellule di Al Qaeda, sono ben altre le questioni che mettono a rischio la sicurezza in Sudafrica. La criminalità sembra infatti essere al centro del dibattito politico degli ultimi mesi.

Ecco che la creatività non manca, dove le risorse appaiono sempre più limitate. È recente, infatti, la proposta del nuovo capo della polizia, sostenuta dallo stesso ministro per la polizia, di reintrodurre un articolo di legge, in vigore durante il regime dell’apartheid, che permette alle forze dell’ordine di sparare per uccidere. Una proposta che ha più il sapore della provocazione, secondo padre Efrem Tresoldi, direttore del World Wide Media Center, che ritiene tuttavia positiva l’azione del governo, tesa ad affrontare la questione, piuttosto che negarla.

Percepita o reale, la criminalità in Sudafrica dà comunque da mangiare a 300.000 persone. Addetti alla sicurezza per lo più. Un giro d’affari per le imprese, di circa 2 miliardi e 600 milioni di euro l’anno.
Per garantire i Mondiali di Calcio del 2010, il governo avrebbe anche predisposto l’assunzione di 40.000 nuovi agenti di polizia, mobilitando 100 mila riservisti dell’esercito.

(Lintervista realizzata da Michela Trevisan, è stata estratta dal programma radiofonico Focus)

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