Basilica Aparecida nello stato di San Paolo, simbolo della Chiesa in Brasile (Wikipedia)

Noi, “Sacerdoti e consacrati in cammino”, “Sacerdoti e consacrati contro il fascismo”, diaconi permanenti e tanti altri fratelli sacerdoti, impegnati in diverse parti del Brasile a servizio del vangelo e del regno di Dio, esprimiamo i nostri ringraziamenti e il nostro sostegno ai vescovi per la Lettera al Popolo di Dio. Sosteniamo che rappresenti i nostri pensieri e sentimenti. La consideriamo un documento profetico di una parte significativa dei vescovi della Chiesa cattolica in Brasile, in profonda comunione con papa Francesco e il suo magistero e in piena comunione con la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb). La Lettera offre al Popolo di Dio luce per il discernimmento dei segni in questi tempi così difficili della storia del nostro paese.

Il documento è una lettura lucida e coraggiosa della realtà attuale alla luce della fede. Per la Chiesa, è la conferma della sua missione e sfida permanente: rendere presente il regno di Dio nel mondo, annunciare la speranza e denunciare tutto ciò che sta distruggendo la speranza di una vita migliore per la gente. È come una grande tempesta che colpisce il nostro paese. I vescovi avvertono del pericolo che «la causa di questa tempesta è la combinazione di una crisi sanitaria senza precedenti, con un crollo schiacciante dell’economia e la tensione che ha colpito le fondamenta della Repubblica», alimentata principalmente dal presidente.

Inoltre, ci sentiamo interpellati da questa realtà a dare la nostra parola di presbiteri impegnati nella sequela di nostro Signore Gesù Cristo. Il Vangelo illumina il nostro cammino, approfondendo il nostro impegno nella Chiesa, segno e strumento del Regno, al servizio della vita e della speranza. Sempre più vediamo la vita delle persone essere minacciata e le sue sofferenze, soprattutto dei poveri, vulnerabili e delle minoranze. Una tale realtà brucia i nostri cuori, le nostre braccia si mobilitano e la nostra voce urla per i cambiamenti necessari. Come ricordano i vescovi, noi non siamo motivati da «partiti politici, economici, ideologici o di qualsiasi altra natura. Il nostro unico interesse è il regno di Dio».

I vescovi lo hanno espresso molto bene nella loro lettera, ricordando il Santo Padre, papa Francesco, che «la proposta del Vangelo non consiste solo in una relazione personale con Dio. La nostra risposta di amore dovrebbe intendersi come una semplice somma di piccoli gesti personali nei confronti di alcuni individui bisognosi […], una serie di azioni tendenti solo a tranquillizzare la propria coscienza. La proposta è il Regno di Dio […] (Lc 4,43 e Mt 6,33) (EG. 180)».

Sappiamo che chi ci governa ha il dovere di agire per tutta la popolazione, specialmente, per i più poveri. Questo non è stato il progetto dell’attuale governo, che «non pone al centro la persona umana e il bene di tutti, ma difende con intransigenza gli interessi di una “economia che uccide (La Gioia del Vangelo, 53), centrata sul mercato e redditizia ad ogni costo». Così, anche noi siamo profondamente indignati per le azioni del presidente della Repubblica a sfavore e disprezzo sia della vita degli esseri umani si di quella di “nostra sorella, Madre Terra”, e di tante altre azioni che vanno contro la vita del popolo e la sovranità del Brasile.

È urgente la ricostruzione delle relazioni sociali perché «questo scenario di contradizioni pericolose, che mettono alla prova il nostro Paese, richiede alle sue Istituzioni, ai dirigenti e alle organizzazioni civili dialogo piuttosto che discorsi ideologici chiusi. […] Questa realtà non ci può lasciare indifferenti». La Cnbb si è pronunciata fortemente negli ultimi tempi; nella sua posizione del 30 aprile, ha espresso perplessità e indignazione per la negligenza alla lotta contro il nuovo coronavirus e per eventi che minano l’ordine costituzionale. In un altro momento, i 67 vescovi dell’Amazzonia hanno pubblicato un altro documento, esprimendo immensa preoccupazione e chiedendo maggiore attenzione e cura da parte delle autorità pubbliche in relazione all’Amazzonia e alle popolazioni native. Nella lettera aperta al Congresso nazionale del 13 luglio 2020, la Cnbb ha denunciato i 16 veti del presidente della Repubblica al Piano di emergenza per affrontare il Covid-19 nei territori indigeni, nelle comunità quilombola (afro), negli altri popoli e comunità tradizionali (PL nº PL 1142 / 2020, ora legge n. 14.021) dicendo: «Questi veti sono eticamente ingiustificabili e disumani perché negano i diritti fondamentali e le garanzie alla vita delle popolazioni tradizionali». Altre commissioni della Cnbb si sono schierate fermamente dalla parte delle popolazioni tradizionali del Brasile «doppiamente vulnerabili: al contagio del coronavirus e alla costante minaccia di espulsione dai loro territori».

In questo tempo di tempesta perfetta”, la voce dello Spirito risuona in posizioni coraggiose della Chiesa, che rinnova ogni giorno il suo impegno «nella costruzione di una società strutturalmente giusta, fraterna e solidale», come indicano i vescovi nella loro lettera.

Riaffermiamo il nostro impegno per la difesa e la cura della vita. All’invito dei vescovi vogliamo dire il nostro sì! «Siamo chiamati a presentare proposte e impegni concreti, al fine di superare le grandi sfide, a favore della vita, particolarmente essere dalla parte dei più vulnerabili ed esclusi, in questa società strutturalmente disuguale, ingiusta e violenta». Vogliamo impegnarci per prenderci cura di questo paese malato!

Siamo solidali con tutte le famiglie che hanno perso qualcuno per questa malattia che prende vite e terrorizza tutti. Siamo vicini nel raggiungere i 100 mila morti in questa pandemia, è inaccettabile che in questo governo non ci sia un ministro della salute che può condurre politiche alla lotta contro il nuovo coronavirus.

Invitiamo tutti i cristiani, le Chiese e le comunità, e tutte le persone di buona volontà a rinnovare, insieme ai vescovi, l’opzione per il vangelo e la promozione della vita, diffondendo i semi del Regno di Dio.

Noi, ” Sacerdoti e consacrati in cammino”, “Sacerdoti e consacrati contro il fascismo”, diaconi permanenti e tanti altri fratelli sacerdoti, riaffermiamo con gioia, coraggio e speranza la fedeltà alla missione affidataci e sosteniamo i vescovi firmatari della Lettera al Popolo di Dio e in linea con la Cnbb nella sua missione di testimonianza e rafforzamento della collegialità. (traduzione: Roberta Venturini)