Sud Sudan

Il sindacato dei giornalisti del Sud Sudan ha denunciato ieri che agenti dei servizi di sicurezza hanno arrestato due dei suoi membri nelle ultime due settimane.

Si tratta di Michael Christopher (nella foto), caporedattore del quotidiano in lingua araba Al Watan, arrestato il 17 luglio dopo aver sequestrato il suo passaporto mentre si preparava a salire su un volo per il vicino Kenya. L’Unione dei giornalisti del Sud Sudan sostiene che sia stato trattenuto da allora senza alcuna accusa.

Il secondo reporter finito in manette il 10 luglio è John Agok, un giornalista che lavora per una stazione radio nello Stato dei Laghi Orientali, anche lui fermato mentre si preparava a salire su un volo per Nairobi.

Gli attivisti per i diritti umani affermano che esiste un approccio sempre più ostile e restrittivo da parte del governo nei confronti dei media nel paese e della libertà di stampa.

Oliver Modi, presidente del sindacato, ha dichiarato che la detenzione di Christopher è nata da un articolo che il suo giornale ha scritto sugli eventi nel vicino Sudan, dove mesi di proteste, innescati da anni di crisi economica, hanno contribuito a porre fine al trentennale regime di Omar El-Bashir, lo scorso aprile.

Il Sud Sudan è precipitato in un conflitto civile nel dicembre 2013, dopo scontri tra le truppe fedeli al presidente Salva Kiir e quelle del suo ex vice, Riek Machar. Da allora, oltre 4 milioni e mezzo di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case.

Dopo una serie di accordi falliti, i due hanno firmato un accordo di pace lo scorso settembre, prologando di altri sei mesi, a maggio, il termine per la formazione di un governo di unità nazionale. Sul terreno, però, le violenze contro la popolazione non sono cessate, in particolare nella regione di Equatoria Centrale. (Reuters)