Sud Sudan

L’Alta Corte di Juba ha condannato a morte per impiccagione James Gatdet Dak, portavoce di Riek Machar, ex vice presidente e ora leader del maggior movimento di opposizione armata, l’SPLM-Io. Gatdet è stato condannato per diversi capi d’accusa, tra i quali incitamento alla violenza e tradimento. La sua famiglia ha 15 giorni per presentare appello.

Il suo avvocato, Monyluak Alor Kuol, ha dichiarato che la sentenza non ha basi giuridiche ma è politicamente motivata, perciò che il caso deve essere affrontato in sede politica.

La sentenza arriva nel pieno delle trattative per la rivitalizzazione del processo di pace che si stanno svolgendo in questi giorni ad Addis Abeba. Molti osservatori hanno dichiarato che la condanna a morte di Gatdet contraddice l’amnistia concessa dal presidente Kiir a tutti i prigionieri politici nel paese e non contribuisce a facilitare il processo di pace. Alcune associazioni dei giovani sud sudanesi hanno stigmatizzato il provvedimento mentre altri hanno chiesto un intervento urgente della comunità internazionale.

Gatdet era stato espulso dal Kenya e deportato a Juba il 3 novembre del 2016 per aver elogiato un rapporto dell’Onu che dimostrava come la missione di pace, UNMISS, non aveva saputo difende la popolazione civile della capitale sud sudanese durante i combattimenti tra le forze di governo e quelle dell’SPLM-Io nel luglio di quello stesso anno. Con questa accusa era stato rimosso l’allora comandante, luogotenente generale Johnson Mogoa Kimani, di cittadinanza keniana. (Sudan Tribune)

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