Il Sudafrica si allea con Google Maps per salvare il turismo
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Google Maps non indicherà più le zone considerate pericolose, anche se parte del percorso più breve
Il Sudafrica si allea con Google Maps per salvare il turismo
14 Novembre 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti

Problemi di sicurezza? Ci pensa Google Maps! È la risposta che il Sudafrica pensa di dare ai turisti, scoraggiati dalla presenza massiccia di criminalità nel paese. Una lotta che il governo combatte da anni. E che da anni perde.

Ogni giorno si contano mediamente 82 casi di omicidio (significa circa 30mila l’anno), dei quali solo il 20% viene risolto. Una spirale di violenza che grava come un’ombra sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Una vera e propria crisi di sicurezza pubblica che mina la stabilità.

A farne le spese però non sono solo le persone locali. Anche il settore turistico ha iniziato a risentire economicamente del timore che incutono ormai le metropoli sudafricane. Non casualmente: solo poche settimane fa, il 3 novembre, un turista statunitense di 55 anni è stato rapinato e colpito al volto da più colpi d’arma da fuoco mentre si allontanava dall’aeroporto di Città del Capo. Ed è soltanto l’ultimo di una lunga serie di casi di aggressione e omicidio che ha visto coinvolti i turisti.

Per ovviare almeno parzialmente al problema, il governo ha provato a battere due diverse strade. Lungo la prima ha lanciato una costosissima campagna pubblicitaria che ha scatenato una bufera mediatica per il cachet stellare elargito a Trevor Noah, protagonista dello spot.

Per la seconda, è stata scelta una strategia più sottile: la ministra del turismo Patricia de Lille si è rivolta niente di che meno che a Google. Lo scorso lunedì, de Lille e Alistair Mokoena, direttore nazionale di Google Sudafrica, hanno firmato un accordo di collaborazione, con l’obiettivo di aumentare nei turisti stranieri la percezione di sicurezza.

L’idea è che Google Maps d’ora in poi avrà il compito di individuare e progressivamente eliminare dai percorsi suggerite le strade considerate più pericolose. Nel caso del turista americano, infatti, pare che l’app di navigazione gli avesse suggerito di passare per Nyanga, sicuramente la via più breve per giungere alla sua destinazione, ma anche la più popolata da potenziali aggressori. 

Mokoena ha affermato che sotto questo punto di vista è fondamentale che l’applicazione si evolva: il modo più veloce per andare dal punto A al B deve tenere conto imprescindibilmente anche della sicurezza. Per questo motivo, il dipartimento ha dichiarato che l’accordo non prevede nessuno scambio economico. (AB)

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