Nel governo anche Patricia de Lille

In Sudafrica, nel nuovo governo nominato dal presidente rieletto Cyril Ramaphosa appena insediatosi, metà dei 28 ministri sono donne. Una esponente è perfino di un partito di opposizione. A 25 anni dalla fine dell’apartheid, la patria di Nelson Mandela segna un ulteriore passo in avanti dell’Africa in materia di parità istituzionale, sulla scia già positiva di paesi quali Etiopia, Rwanda e della stessa Unione africana.

La decisione di Ramaphosa, leader dell’African National Congress (Anc), vincitore delle presidenziali dell’8 maggio, è stata accolta con una certa sorpresa in patria. Nell’esecutivo c’è anche Patricia de Lille – neo ministra ai lavori pubblici e alle infrastrutture – personalità politica molto amata dai sudafricani, donna di grande esperienza politica, già sindaco di Città del Capo, esponente fino allo scorso anno dell’Alleanza Democratica (DA, opposizione) e fondatrice della suo partito Good Party, che ha vinto due seggi in Parlamento. La de Lille governerà assieme ad altre figure di spicco della politica sudafricana come Nkosazana Dlamini-Zuma, già presidente della Commissione dell’Unione africana, nominata al ministero degli affari tradizionali, Nosiviwe Mapisa-Nqakula alla difesa, Thoko Didiza all’agricoltura, riforma agraria e sviluppo rurale, Angie Motshekga all’istruzione.

Nella foto: Patricia de Lille, neo ministra ai lavori pubblici e alle infrastrutture