Sudafrica / Politica

Mmusi Maimane, leader di Alleanza Democratica, il principale partito di opposizione in Sudafrica, ha annunciato ieri le sue dimissioni, denunciando gli attacchi di una fazione interna, contraria alla sua politica di riforme.

«Negli ultimi mesi è diventato chiaro che all’interno dell’Alleanza Democratica esiste un gruppo che non è d’accordo con me e con la direzione del partito. Per mesi ho assistito ad attacchi sistematici e coordinati su me stesso e sulla mia leadership, in modo che il nostro progetto fallisse», ha spiegato.

Il partito è sempre più diviso tra fazioni riformiste e conservatrici.

Maimane fu il primo nero a guidare il movimento, per lungo tempo catalizzatore dell’elettorato bianco. Sotto la sua guida, Alleanza Democratica ha ottenuto tre successi storici alle elezioni locali, tre anni fa, attirando i voti di una consistente fetta di elettori neri, delusi dal partito al governo dal dopo-apartheid, l’African National Congress.

Maimane aveva posto le disuguaglianze razziali al centro della sua politica, lavorando per una maggiore integrazione della maggioranza nera del paese. Ma il fallimento di Alleanza Democratica nelle ultime elezioni legislative di maggio ha alimentato le critiche dell’ala conservatrice interna.

Le sue dimissioni coincidono con l’ascesa di Hellen Zille, l’ex leader del partito – che aveva suscitato polemiche salutando gli aspetti “positivi” del colonialismo – che da mesi guida la campagna interna contro Maimane. (Radio France International)