Sudan / Darfur

Dall’11 al 13 aprile la popolazione del Darfur sarà chiamata ad esprimersi sulla forma amministrativa della regione. Potrà scegliere tra i cinque stati in cui è attualmente divisa e la formazione di una regione autonoma la cui costituzione sarebbe compresa nella costituzione nazionale.

Il referendum annunciato dal governo di Khartoum lo scorso novembre, è uno dei provvedimenti previsti dall’accordo di pace di Doha, Doha Document for Peace in Darfur (Ddpd), facilitato dal Qatar, tra il governo sudanese e due gruppi minori dell’opposizione armata darfuriana. L’accordo, firmato nel luglio del 2011, è contestato dall’opposizione sudanese che lo ritiene non valido, e in definitiva non efficace, in quanto non inclusivo.

Molte voci dell’opposizione sudanese hanno chiesto di spostare il referendum, per ragioni diverse ma tutte riconducibili alla instabilità nella regione e al contesto politico nazionale. Ma il governo del presidente Bashir ha deciso di andare avanti. La registrazione dei votanti comincerà l’8 febbraio e si proptrarrà per 15 giorni. Saranno organizzate 1400 sezioni elettorale su tutto il territorio della regione. I risultati del referendum saranno comunicati entro un mese dalla chiusura delle urne. (Sudan Tribune)