Dopo il successo crescente delle proteste della scorsa settimana contro l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, e in particolare del pane, le forze di opposizione sudanesi hanno fatto sapere di aver convocato un’altra manifestazione: «La Grande Marcia per la Salvezza partirà dalla piazza del Popolo a Khartoum Nord alle ore 15.00 di mercoledì 31 gennaio».

La protesta continua, nonostante la repressione del regime. Secondo un comunicato stampa del Partito comunista sudanese (SCP), sarebbero ormai 306 i leader e gli attivisti più in vista dei partiti di opposizione arrestati dalla famigerata polizia di sicurezza (Niss) nel tentativo di mettere fine alle dimostrazioni pubbliche. Ali Saeed, portavoce del partito, ha sottolineato che la Costituzione garantisce il diritto a manifestare pubblicamente il proprio dissenso, dunque sono illegali gli arresti di cittadini che non hanno infranto nessuna legge.

Durante le manifestazioni dei giorni scorsi sono stati arrestati numerosi giornalisti, alcuni anche di testate internazionali quali Al Jazeera e AFP, mentre agli editori dei giornali è stato intimato di non informare sulle proteste, pena il sequestro delle copie in tipografia. La pratica, che ha un grave impatto sulla sostenibilità finanziaria delle testate, è molto frequente in Sudan nei periodi di crisi.

Intanto la Banca centrale ha deciso di svalutare la sterlina sudanese, SDG, nei confronti del dollaro; questo provocherà un ulteriore aumento dei prezzi, dunque le proteste potranno difficilmente essere fermate. Il deprezzamento del SDG è galoppante. L’anno scorso il cambio ufficiale era di 6,7 SDG per un dollaro, mentre al mercato nero raggiungeva i 28 SDG. All’inizio di gennaio il cambio per le attività commerciali era stato stabilito a 18 SDG per un dollaro, ma questo non è servito a fermarne il deprezzamento al mercato nero, dove in due settimane il cambio ha raggiunto i 34,50.