Sudan

Le Rapid support force (Rsf), milizia usata dal passato regime e ora dalla giunta militare per controllare le frontiere, hanno sequestrato un carico di 241 chili di oro all’aeroporto di Khartoum durante un’indagine su sospette attività di contrabbando.

L’ingente quantitativo era arrivato dal nord, e precisamente dallo stato del Fiume Nilo, sul velivolo di una compagnia mineraria marocchina regolarmente registrata con la banca centrale sudanese, che è l’autorità competente per il controllo delle risorse aurifere del paese. Secondo le dichiarazioni del direttore dell’operazione, generale Othman Mohamed, solo 93 chili d’oro erano stati legalmente dichiarati per l’esportazione. Del rimanente, invece, non era chiaro lo status.

L’oro è una delle maggiori risorse minerarie e fonte di valuta del paese. Secondo dati ufficiali, negli ultimi anni ne sono stati estratte una media annuale di 100 tonnellate. Le autorità competenti calcolano che il 70% della produzione venga contrabbandata.

Secondo la legge sudanese attualmente in vigore, tutto l’oro estratto deve essere venduto alla banca centrale che lo paga ai produttori in valuta locale, ad un prezzo molto più basso di quello del mercato internazionale. (Reuters)