Congo / Costa d'Avorio / Svizzera

Un tribunale svizzero ha riconosciuto ieri il gruppo Gunvor, uno dei principali trader energia e materie prime al mondo, penalmente responsabile di corruzione nella Repubblica del Congo e in Costa d’Avorio, condannando l’azienda al pagamento di quasi 94 milioni di franchi svizzeri (94,8 milioni di dollari). Un pagamento che ammonta a circa il 3% dell’utile commerciale complessivo per l’impresa, fa sapere Gunvor.

Il procuratore generale svizzero ha affermato che la società con sede a Ginevra non è riuscita a prendere tutte le “misure organizzative ragionevoli e necessarie” per impedire ai suoi dipendenti e agenti di corrompere funzionari pubblici per ottenere contratti petroliferi nei due paesi tra il 2009 e il 2011.

L’inchiesta era stata avviata nel 2011 e nel 2018 un ex dipendente, Pascal Collard, ha firmato un patteggiamento in cui ammetteva di aver pagato tangenti per vincere contratti per l’azienda. Ha affermato che l’alta dirigenza era pienamente consapevole e ha approvato le transazioni.

I destinatari della corruzione includevano il presidente congolese Denis Sassou Nguesso, i suoi familiari, il ministro dell’Economia Gilbert Ondongo ed ex alti funzionari del governo della Costa d’Avorio. Il governo del Congo ha negato le accuse.

A seguito dei pagamenti, Gunvor ha ottenuto un contratto triennale di fornitura di petrolio dalla società petrolifera statale del Congo (SNPC) nel giugno 2010 e ha firmato due accordi per effettuare pagamenti anticipati per carichi petroliferi con SNPC del valore di 125 milioni e 500 milioni di dollari nel luglio 2011. L’azienda inoltre ha ricevuto merci petrolifere in Costa d’Avorio tra il 2009 e il 2010.

La sentenza è la prima in Svizzera che riguarda una grande azienda commerciale accusata di corruzione all’estero, ha dichiarato l’ong svizzera Public Eye che ha pubblicato un’inchiesta investigativa sugli accordi nel 2017. (Financial Times)

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