Tanzania / Libertà di stampa

E’ stato arrestato dalla polizia tanzaniana il giornalista Erick Kabendera che si temeva fosse stato vittima, lunedì, di un sequestro di persona.

«Kabendera non è stato rapito, è stato arrestato dalle forze di polizia della Tanzania come parte di un’indagine sulla sua cittadinanza», per non aver assolto ad un ordine di comparizione, ha detto ieri il capo della polizia di Dar es Salaam, Lazaro Mambosasa. La polizia sta lavorando con il dipartimento per l’Immigrazione e probabilmente presenterà accuse penali al termine della nuova inchiesta, ha detto Mombosasa, senza fornire ulteriori dettagli.

Lunedì sera sei poliziotti in borghese che non hanno voluto esibire documenti di riconoscimento, hanno fatto irruzione nell’abitazione di Kabendera alla periferia di Dar es Salaam, portando via l’uomo e sequestrando il suo cellulare e quello della moglie.

Nel 2013 un’indagine governativa aveva concluso che la cittadinanza del giornalista fosse regolare.
Fonti della polizia hanno però riferito che la famiglia di Kabendera sarebbe originaria di un paese vicino e che non avrebbe seguito le procedure adeguate per la naturalizzazione. Ma i suoi parenti affermano che Kabendera è nato nella regione di Kagera, nella Tanzania occidentale, nel 1980, è andato all’Università di Dar es Salaam e ha vissuto tutta la sua vita nel paese.

L’arresto del conosciuto giornalista investigativo freeland che scrive per diverse testate nazionali e internazionali, suscita preoccupazione per la libertà di stampa sotto il governo del presidente John Magufuli, detto “il bulldozer”.

Uno dei suoi articoli più recenti, pubblicato dal quotidiano The East African il 27 luglio, intitolato “Non c’è fine in vista finché il partito al potere CCM cerca i dissidenti”, riferiva di una spaccatura nel governo di Magufuli.

A maggio, l’attivista dell’opposizione Mdude Nyagali era stato rapito da quattro uomini armati e abbandonato due giorni dopo in un villaggio, dopo essere stato picchiato gravemente. Poche ore prima in un post su Twitter aveva definito il presidente un “ipocrita”. In seguito ha incolpato le forze di sicurezza per il suo rapimento.

L’ong tanzaniana Human Rights Defenders Coalition (Thrdc) ha contato 17 rapimenti dal 2016 di “difensori dei diritti umani, uomini d’affari, giornalisti, politici e artisti”. Alcuni sono morti o feriti. Altri sono semplicemente scomparsi. Un’ondata di rapimenti che sembra colpire i critici nei confronti del governo e del presidente. (Reuters)