Confezioni di eroina sequestrate in Tanzania

La Tanzania è diventata il più importante centro di smistamento della droga in Africa orientale. A decretarlo è il recente rapporto di un’agenzia specializzata americana (Bureau for international narcotics and law enforcement affaires), pubblicato dal Dipartimento di stato americano. Questo “primato” è dovuto alla favorevole posizione geografica, alla carenza di controllo dei confini – in particolare degli oltre 1.300 chilometri di coste sull’Oceano Indiano – e alla corruzione pervasiva dei funzionari, a diverso titolo impegnati nelle operazioni di controllo.

Secondo il rapporto, la città portuale di Dar es Salaam è la base di reti di trafficanti che da lí controllano il commercio internazionale di stupefacenti che vi arrivano da strade diverse, e attraverso strade diverse raggiungono le loro destinazioni finali.

L’eroina prodotta nel Sudest asiatico vi viene trasportata in grandi quantità su piccoli natanti fino a Zanzibar o alle coste della terraferma, ma può arrivare anche via terra dalla costa del Kenya. Viene poi inviata in Mozambico da cui parte via mare per l’Europa e il Nord America o via terra verso il Sudafrica.

Quantità minori viaggiano su aerei commerciali, pure dirette in Nord America ed Europa, ma anche in India. Infine, carichi del valore di milioni di dollari vengono trasportati su strada in Kenya e in Uganda, da dove raggiungono, ancora una volta, l’Europa. La cocaina sudamericana arriva invece in aereo a Dar es Salaam, da dove viene distribuita internazionalmente seguendo le rotte descritte sopra.

La crescente importanza della Tanzania nel traffico internazionale di stupefacenti è segnalata da diversi significativi arresti e sequestri avvenuti l’anno scorso. In febbraio, un importante uomo d’affari, Abdul Nsebo, e la moglie, Shamim Mwasha, sono stati arrestati con l’accusa di traffico di eroina.

In ottobre l’agenzia tanzaniana per il controllo delle droghe (DCEA) ha sequestrato e distrutto un carico di 120,9 chili di eroina e cocaina, il più importante quantitativo finora trovato in Africa orientale. In agosto la corte federale americana ha condannato dieci cittadini tanzaniani perché parte di una rete internazionale di trafficanti di eroina.

Per l’eroina e la cocaina la Tanzania è per ora quasi esclusivamente un paese di transito. Vi vengono consumati, invece, cannabis e chat, che sono anche prodotti localmente e distribuiti nella regione.

Secondo il rapporto, il traffico di stupefacenti sulle coste orientali dell’Africa si è spostato in anni recentissimi dal Kenya alla Tanzania – e in misura minore al Mozambico – grazie al deciso miglioramento del quadro legislativo e delle capacità, e volontà, di controllo delle autorità keniane.

Questo ha favorito lo smantellamento delle reti di trafficanti che vi operavano. Particolarmente importante quella della famiglia Akasha che godeva anche di solide protezioni politiche. I suoi membri furono arrestati nel 2014 ed estradati negli Stati Uniti. Lo scorso agosto Baktash Akasha, leader della rete criminale, è stato condannato a 25 anni di carcere. In gennaio di quest’anno è invece stato condannato a 23 anni suo fratello Ibrahim.

La lotta al traffico di stupefacenti del Kenya è però ostacolata dal crescente ruolo della Tanzania nel settore. Nei primi nove mesi dello scorso anno l’unità anti narcotici kenyana ha compiuto circa 1.500 operazioni, la gran parte nella città portuale di Mombasa, sequestrando 56,8 chili di eroina, 3,6 chili di cocaina, 7,9 tonnellate di cannabis, oltre a 177mila dollari in contanti e diverse proprietà. La maggior parte della droga proveniva dalla Tanzania. Inoltre, in Kenya – che rimane un importante paese di transito – sta aumentando il consumo di eroina e cocaina, soprattutto nella zona costiera e nella capitale, Nairobi.