Williamson Diamond Mine a Mwadui, Tanzania (Wikimedia Commons)

Ѐ passato quasi un anno, ormai, da quando pesanti accuse alla compagnia mineraria inglese Petra Diamonds Limited, che opera nella Williamson Diamonds Mine, miniera di diamanti situata a Mwadui, un villaggio della regione di Shinyanga, nel nord della Tanzania, sono state depositate, da 32 persone anonime, presso l’Alta Corte di Inghilterra e Galles.

Il personale incaricato della sicurezza della miniera, i contractor dell’agenzia privata Zenith e la polizia locale, sono stati citati in giudizio per gravi violazioni dei diritti umani, come detenzioni arbitrarie, aggressione e torture su 71 minatori illegali e per la morte di 7 di loro, tra novembre 2020 e gennaio 2021.

A nome dei 32 anonimi, nel maggio 2020, lo studio legale di Leigh Day, che rappresenta le vittime, ha notificato le accuse ai responsabili di Petra Diamonds Limited (PDL) e Williamson Diamonds Limited (WDL), la sua consociata tanzaniana di maggioranza.

Dopo essere stata informata delle accuse, la società ha immediatamente formato un comitato, composto interamente da amministratori non esecutivi indipendenti, per esaminare le operazioni di sicurezza nella miniera e ha avviato un’indagine interna, svolta da un consulente esterno specializzato, in collaborazione con i legali della società.

Le conclusioni del comitato in merito alle indagini e ai dettagli delle azioni intraprese, sono state pubblicate separatamente e, su questa base, sono stati avviati adeguati processi disciplinari. Alcune persone hanno lasciato l’azienda e altre le seguiranno a breve.

Le linee operative di reporting in relazione agli incidenti sono state ristrutturate ed è stata implementato un nuovo manuale di regole e comportamenti da parte della società in occasione di incidenti. Si prevede che queste iniziative miglioreranno notevolmente, in futuro, la supervisione e la responsabilità del personale coinvolto nelle operazioni di sicurezza della miniera.

Il giudizio è ora giunto al termine, secondo quanto afferma Maxine Wolstenholme, responsabile delle relazioni con i media di Leigh Day, citato da uno dei giornali locali in Tanzania: le società PDL e WDL hanno concordato un rimborso alle vittime di 4,3 milioni di sterline (quasi 5 milioni di euro). Altri 25 reclami sono ancora oggetto di indagine nell’ambito del procedimento penale, il che potrebbe aumentare il totale della compensazione alle vittime.

«Tuttavia – ha affermato Wolstenholme – Petra Diamonds Limited ha negato il coinvolgimento dei dipendenti della sua società nell’azione». Un assurdo: la società paga ma scarica le responsabilità. Il viceministro per i Minerali, Shukrani Manya, ha confermato di essere a conoscenza della decisione di risolvere la contesa. «Petra Diamonds ha deciso di pagare il rimborso nonostante non fosse arrivata a finalizzare un accordo», ha detto.

A seguito di lunghi negoziati tra le parti, l’accordo comprende misure di ampia portata, a beneficio delle vittime e delle comunità che circondano la miniera: si tratta di un risarcimento finanziario e un supporto per l’accesso all’assistenza medica per le singole vittime e il finanziamento di progetti comunitari per stabilire un ampio spettro di misure di giustizia riparativa, volte a promuovere lo sviluppo economico delle comunità che vivono nei pressi della Williamson Diamond Mine, per un periodo di tre anni.

La società PDL riconosce che si sono verificati incidenti, anche in passato, che hanno provocato la morte, le lesioni e i maltrattamenti di giovani che scavavano illegalmente nella miniera, all’interno dell’area della licenza mineraria speciale. Gli incidenti in questione hanno coinvolto Zenith security, fornitore di servizi di sicurezza della società WDL, nonché le forze di polizia della Tanzania. Durante le indagini non sono però emerse prove che il personale della WDL fosse direttamente coinvolto in queste azioni.

La miniera di diamanti Williamson è ben nota come la prima, significativa miniera di diamanti al di fuori del Sudafrica, fondata nel 1940 da John Williamson, un geologo canadese. Da allora ha lavorato ininterrottamente, diventando così una delle più antiche miniere di diamanti al mondo. Nel corso della sua esistenza ha prodotto oltre 19 milioni di carati (3.800 kg) tra cui i diamanti rosa di alta qualità che possono arrivare fino ad un prezzo di 700mila dollari a carato.

Sebbene PDL si dichiari non direttamente coinvolta negli eventi contestati presso la miniera, ritiene comunque che la somma concordata bilanci gli interessi dei suoi stakeholder con quelli della comunità locale ed eviti controversie lunghe e costose in cui, anche se la società dovesse prevalere in giudizio, è altamente improbabile che le proprie spese legali possano essere recuperate.

La società Petra sta anche istituendo un nuovo e indipendente meccanismo operativo di reclamo (OGM). Sarà gestito da un panel indipendente e opererà secondo i più elevati standard internazionali, come stabilito nei principi guida delle Nazioni Unite su affari e diritti umani. Prenderà in considerazione eventuali episodi di potenziali violazioni dei diritti umani e fornirà i rimedi necessari.

Le società PDL e WDL incoraggiano tutti i membri della comunità soggetti a violazioni dei diritti umani a utilizzare l’OGM, la cui creazione è in linea con il sostegno dell’azienda alla comunità locale e con la fornitura di un equo rimborso. Le persone che affermano di essere state ferite nella miniera e curate all’ospedale di Mwadui, potranno così accedere ai rimborsi delle loro cure.

L’impegno a investire fondi significativi in ​​progetti comunitari da parte delle due società minerarie è inteso a fornire benefici sostenibili a lungo termine alle comunità locali attraverso progetti che generino reddito, compreso uno studio di fattibilità in un progetto minerario artigianale, formalizzato presso la miniera, un progetto agroalimentare, un programma che fornisce supporto medico alla comunità e accordi in base ai quali i residenti locali saranno autorizzati ad accedere ad alcune parti della miniera per raccogliere legna da ardere e pascolare animali.

In tal modo, la società Petra lavorerà con consulenti esterni specializzati e ong locali per garantire che questi programmi siano progettati e implementati in modo condiviso e vantaggioso per entrambe le parti.