Passo in avanti?
Il parlamento di Strasburgo prende oggi una posizione sulla tassa dello 0,05% su tutte le transazioni che avvengono sui mercati valutari. E anche il Consiglio europeo si confronta sul tema. La tassa fu proposta per la volta nel 1972 dal premio Nobel per l’economia James Tobin, contro la speculazione e per reperire risorse.

Giornata decisiva oggi per la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) in Europa. In mattinata, a Strasburgo, il Parlamento europeo (Pe) in sessione plenaria deciderà riguardo alla proposta di direttiva sulla TTF, votando il Rapporto Podimata. In serata, a Bruxelles, il vertice informale del Consiglio europeo affronterà il tema della crescita e la TTF sarà una delle proposte su cui i leader europei sono chiamati ad un nuovo confronto e ad identificare soluzioni pragmatiche su cui poter andare avanti, secondo quanto auspicato dallo stesso presidente Van Rompuy nella lettera di invito indirizzata ai capi di stato e di governo.

Una giornata molto attesa dopo la settimana (15-22 maggio) di mobilitazione globale per la TTF che ha coinvolto oltre 500.000 attivisti in 30 paesi in tutto il mondo dal Giappone agli Usa, dalla Danimarca al Sudafrica. Dal Parlamento europeo è attesa una conferma del pieno sostegno alla TTF. Le posizioni finora adottate dal Pe sono state lungimiranti. L’empasse deriva dai veti di alcune nazioni europee. Il vero passo in avanti deve quindi arrivare in serata dal vertice informale dei capi di stato e di governo.

Spiega Mikhail Maslennikov, del coordinamento della Campagna ZeroZeroCinque, espressione italiana di un più vasto movimento globale della società civile che da anni si batte per l’introduzione della TTF: «Perché il mercoledì della TTF possa chiudersi positivamente, chiediamo ai leader europei di abbandonare ogni retorica e di proporre azioni concrete per il prossimo Consiglio di giugno in cui decisioni formali potranno essere assunte. È tecnicamente possibile superare l’ostruzionismo ideologico di alcuni stati membri, adottando la procedura della cooperazione rafforzata che permetterebbe a 9 paesi dell’Ue di dar prova della serietà del loro impegno in tema di TTF».

Il 17 maggio, 200 organizzazioni della società civile in 18 paesi dell’Ue, hanno sottoscritto una lettera indirizzata ai 9 capi di stato e di governo che lo scorso febbraio si rivolsero alla presidenza danese per chiedere un’accelerazione nel processo di implementazione della TTF. La lettera, inviata anche al presidente Monti, incoraggia questi 9 paesi, che da soli rappresentano il 90% del Prodotto interno lordo dell’Eurozona, a far avanzare il processo di introduzione di una TTF ricorrendo alla procedura della cooperazione rafforzata.

«Confidiamo che il nostro appello sia ascoltato e condiviso dal Presidente Monti. La nostra campagna, dopo aver partecipato alla consultazione pubblica indetta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, non senza difficoltà e continui rimandi da un ufficio all’altro, sta cercando di interloquire positivamente con gli uffici tecnici del ministero, ma alla richiesta di incontri non riceve che risposte evasive che ovviamente non possono soddisfarci e che sostanzialmente rimandano al mittente ogni confronto più costruttivo sul tema», dichiara Andrea Baranes, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque.

I tempi per la TTF sono maturi. Le analisi realizzate recentemente dai servizi della Commissione europea (Ce) ad integrazione dell’Impact Assessment rispondono puntualmente alle critiche sollevate negli ultimi mesi dai detrattori di questa proposta. Conclude Baranes: «In relazione alla crescita, ad esempio, le nuove analisi della Ce dimostrano che la TTF non scoraggia la crescita, al contrario i benefici derivanti dagli investimenti del suo gettito contribuirebbero a sostenerla. Cruciale è quindi la destinazione del gettito che le nostre campagne in Europa e nel mondo chiedono di investire per metà in politiche per l’occupazione, per il welfare e per l’inclusione sociale all’interno dei confini dei Paesi che applicano la tassa, e per l’altra metà in programmi internazionali in tema di lotta alla povertà nel mondo e contrasto ai cambiamenti climatici».