Continua la deposizione dell’ex presidente
Continua la difesa dell’ex presidente liberiano Charles Taylor, sotto processo, all’Aja, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi nella guerra civile che ha sconvolto la Sierra Leone tra il 1991 e il 2002. Nella deposizione, in sua difesa, Taylor ha accusato Gran Bretagna e Stati Uniti, di aver rifornito di armi ai gruppi ribelli attivi nell’intera regione.

Riprende all’Aja il processo contro l’ex presidente liberiano Charles Taylor, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante le guerre civili che hanno sconvolto Liberia e Sierra Leone, tra il 1991 e il 2002, provocando 250.000 morti. Taylor deve rispondere a 11 capi d’accusa , tra cui istigazione di omicidi, stupri, mutilazioni, schiavitù sessuale e arruolamento di bambini soldato.

 

Primo presidente africano a comparire da imputato di fronte alla Corte Penale Internazionale dell’Aja, Taylor respinge tutte le accuse sostenendo invece di aver cercato di mediare la pace nella regione.

«Il mio governo ha negoziato la pace in Sierra Leone», ha dichiarato, negando categoricamente la fornitura di armi ai ribelli sierraleonesi, girando invece le accuse a Gran Bretagna e Stati Uniti.

Durante la deposizione rilasciata venerdì scorso, l’ex presidente della Liberia, che si è definito «vittima di un complotto», ha sostenuto di essere un «capro espiatorio» per nascondere il coinvolgimento britannico.

 

Secondo Taylor fu Peter Penfold, nominato Alto commissario inglese per la Sierra Leone nel marzo 1997, a fornire le armi alle milizie fedeli al deposto presidente Ahmed Tejan Kabbah, attraverso la società inglese di mercenari Sandline International, già coinvolta in scandali, come il fallito tentativo di colpo di stato, nel 2004, ai danni del presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema.

 

Nel 2001, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha imposto un nuovo embargo sulle armi in Liberia, la prima volta fu nel 1992, dopo che un rapporto delle Nazioni Unite aveva rilevato che il paese contrabbandava armi in Sierra Leone, in cambio di diamanti con «l’autorizzazione e il coinvolgimento» di Taylor.

 

La procura sostiene che Taylor armò e diresse i ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito (Ruf), per conquistare il controllo delle vicine miniere di diamanti della Sierra Leone e destabilizzare il governo sierraleonese rafforzando la sua influenza regionale durante la guerra civile.

 

L’accusa ha chiamato 91 testimoni, che hanno reso racconti inquietanti, con descrizioni di amputazioni e uccisione di bambini.
Dopo che l’interrogatorio di Taylor sarà completato, la difesa chiamerà altri testimoni. Una sentenza è attesa già entro i primi sei mesi del 2010.