Ieri la nomina di Ministro dell’Economia a Tendai Biti, segretario dell’Mdc di Tsvangirai
La crisi politica e istituzionale in Zimbabwe formalmente è chiusa: Tsvangirai, leader dell’opposizione è il nuovo primo ministro. Entro venerdì l’esecutivo entrerà in carica, dovrà affrontare enormi sfide: un’economia al collasso e una drammatica situazione sociale e sanitaria.

Morgan Tsvangirai, leader dell’opposizione nello Zimbabwe, giurando sulla costituzione, è diventato questa mattina primo ministro e venerdì dovrebbe essere varato il nuovo governo di unità nazionale, che lo vedrà al fianco del presidente Robert Mugabe. Si è così rispettato il calendario imposto dalla Sadc, la comunità degli stati dell’Africa australe: lo scorso 5 e 6 febbraio Camera e Senato hanno approvato l’emendamento alla Costituzione che ha istituito la figura del primo ministro e che ha quindi permesso la nomina di Tsvangirai.

Potrebbe ora inaugurarsi una nuova fase politica, per archiviare un annus horribilis, all’insegna di un’elezione illegittima (quella di Mugabe alla presidenza) della repressione, dell’occupazione del potere da parte di una cricca politico-militare filo-Mugabe e di una crisi economica senza precedenti.

La spartizione del potere tra i due uomini politici era stata decisa in un accordo firmato nel settembre 2008, ma era rimasto lettera morta per mesi soprattutto per la difficoltà di trovare una mediazione sull’assegnazione di alcuni dei ministeri chiave, come quello dell’Interno, e sulla scarcerazione degli oppositori (ma su questo punto finora Mugabe non ha dato risposte).

Sul tappeto ora una miriade di emergenze cui porre mano. Oltre al ripristino delle libertà fondamentali e a riconsiderare l’annosa questione della riforma agraria, il nuovo governo è chiamato a far fronte ai bisogni primari della popolazione: secondo dati delle Nazioni Unite, solo il 6% della popolazione ha un lavoro e gran parte della gente sopravvive grazie agli aiuti internazionali o in virtù delle rimesse dei amici e parenti emigrati nei paesi vicini. Intanto più della metà della popolazione è minacciata dalla carestia, mentre le pessime condizioni delle infrastrutture sanitarie hanno contribuito al diffondersi all’epidemia di colera che ha provocato 3.400 morti in cinque mesi e oltre 70 mila contagi.

Zimbabwe: nominato Ministro dell’Economia, 10/02/2009