Tunisia

Da oggi le donne tunisine possono scegliere liberamente il proprio consorte. Il parlamento ha infatti abolito ieri la circolare del 1973 che vietava alle donne musulmane di sposare uomini non musulmani.

L’abolizione di questo vincolo era stata al centro di una campagna delle organizzazioni per la tutela delle minoranze (Association tunisienne de soutien des minorités – Atsm) e dei diritti umani, che sostenevano che il divieto minasse il diritto fondamentale dell’uomo di scegliere liberamente il coniuge. Fino a oggi, infatti, un uomo non musulmano che voleva sposare una donna musulmana doveva dimostrare di essersi convertito all’islam e presentare un certificato della sua conversione come prova.

La Tunisia è considerata all’avanguardia rispetto alla maggior parte dei paesi arabi per quanto concerne i diritti delle donne, ma c’è ancora discriminazione, soprattutto in materia di eredità.

I gruppi di opposizione in parlamento hanno invece protestato ieri per l’approvazione della contestata legge di amnistia per i funzionari accusati di corruzione sotto il regime del presidente Zine El Abidine Ben Ali, deposto nel 2011.

Proposta da Essebsi a metà del 2015 per spingere l’economia del paese, la legge concede un’amnistia agli uomini d’affari e ai funzionari di Ben Ali condannati per corruzione, in cambio della restituzione dei soldi e del pagamento di un’ammenda. Di fronte ad una crescente collera pubblica, il testo è stato rivisto e la legge applicata solo ai funzionari accusati di coinvolgimento nella corruzione amministrativa, escludendo quelli che hanno ricevuto delle tangenti. La legge si applica a circa 2.000 alti funzionari.

Gli oppositori e le organizzazioni della società civile denunciano una deriva democratica e uno stato d’impunità che in molti temono possa aprire la strada ad un ritorno alle pratiche autoritarie del regime. Molti legislatori hanno sottolineato la “contraddizione” tra la legge e la guerra contro la corruzione proclamata dal primo ministro, Youssef Chahed, il cui partito (Nidaa Tounes), che include membri dell’ex regime, ne ha accolto con favore l’adozione. (News 24)

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