Tunisia / Terrorismo

Gli attacchi compiuti dai terroristi islamici ieri a Ben Guerdane, al confine tra Tunisia e Libia, “mirano alla creazione di un emirato dello Stato islamico nella zona”.

È quanto ha affermato il presidente tunisino, Habib Essid nel corso di un discorso tenuto ieri sera alla nazione e ripreso dall’agenzia di stampa tunisina Tap. “Abbiamo intrapreso ogni misura necessaria per avere la meglio sui terroristi – ha aggiunto Essid – e assunto le misure di sicurezza necessarie tra cui quella di imporre il coprifuoco a Ben Guerdane. Chiediamo a tutti i cittadini di rispettare il coprifuoco mentre noi stiamo procedendo ai controlli necessari per impedire che in città restino altri terroristi”.

Intanto il bilancio delle vittime degli scontri avvenuti ieri nella città al confine con la Libia è salito a 54 morti, tra cui 36 terroristi e 18 tra civili e esponenti delle forze di sicurezza.

L’attacco di ieri è avvenuto quando un convoglio di jihadisti proveniente dalla Libia ha attraversato il confine scontrandosi con le forze dell’ordine tunisine.

Sei jihadisti feriti sarebbero stati catturati. Ora le forze tunisine cestremisti che sono fuggiti, sembra a bordo di un’ambulanza, verso l’isola di Djerba, importante località turistica.

È il secondo scontro di questo tipo che avviene in soli cinque giorni. Giovedì scorso, infatti, un altro commando di jihadisti aveva attraversato la frontiera imbattendosi poi nelle forze di sicurezza locali. Per motivi precauzionali, le autorità hanno imposto la sospensione temporanea dei valichi di confine con la Libia di Ras Jedir e di Dehiba-Wazen, e il divieto di accesso all’isola di Djerba.

Questo attacco conferma l’intenzione del gruppo Stato Islamico di espandersi in Tunisia, l’unico paese del Maghreb dove la primavera araba e riuscita a portare ad un credibile processo di transizione democratica che, pur con doversi limiti. (Agenzia Nova / Sole 24 ore)