Chiesa

Religiosi ancora vittime di violenza nel continente. Nella Repubblica Centrafricana la notte tra domenica e lunedì scorsi è stata uccisa suor Ines Nieves Sancho, 77 anni.

Il corpo della religiosa, decapitato e mutilato, è stato trovato lunedì mattina nei locali dove insegnava alle ragazze a cucire, nel villaggio di Nola, nei dintorni di Berberati, nel sudovest del paese, vicino al confine con il Camerun.

Suor Ines apparteneva alla piccola comunità locale delle Figlie di Gesù. Da decenni era impegnata in questo grande agglomerato della prefettura di Sangha-Mbaerè. I motivi dell’aggressione sono ancora sconosciuti. Nessuno ha rivendicato l’azione. Fra le ipotesi c’è anche quella della pratica del commercio di organi umani per pratiche di stregoneria considerate propiziatorie di fortune, in primo luogo nella ricerca dei diamanti.

Un altro sacerdote è invece stato accoltellato il 19 maggio scorso in Mozambico mentre si trovava all’interno della sua comunità a Beira, nella regione centrale del paese. Si tratta di padre Landry Ibil Ikwel, 34 anni, originario della Repubblica democratica del Congo, membro la Congregazione Sacri Cuori di Gesù e Maria, e direttore dell’Istituto per persone non vedenti di Beira.

Per ora la polizia sta indagando e fino a questo momento non ha fornito nessuna informazione, limitandosi a confermare la notizia. Si tratta del decimo sacerdote ucciso nel mondo dall’inizio dell’anno, di cui 7 in Africa e 3 in America Latina. (Avvenire / Fides)