Tra gli eventi anche una mostra fotografica, feste e incontri con attori e registi
Il cinema africano torna a colorare Verona: dal 14 al 22 novembre oltre cinquanta proiezioni in 5 sale della città. Lungometraggi, cortometraggi, documentari e fiction per conoscere l’Africa attraverso “gli occhi” dell’Africa.

La seconda edizione del rinnovato Festival di Cinema Africano apre a Verona il 14 novembre, e lo fa con una pellicola simbolo delle tematiche centrali dei film in concorso quest anno. Whatever Lola Wants, di Ayouch Nabil celebra infatti il “fascino dell’intercultura” nato in una newyorkese che insegue l’amore al Cairo. Nell’anno del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani e che l’Europa ha dedicato al dialogo interculturale, la rassegna veronese vuole costruire un percorso di riflessione “visiva” sul legame tra diritti umani e scambio culturale.
La lente della “multiculturalità” attraversa tutte le oltre 50 opere in programma, che mettono in scena attraverso il linguaggio cinematografico la diversità e la complessità culturale del continente africano, troppo spesso trascurata dai media tradizionali. Restituire all’Africa e alla sua diaspora la parola e l’obiettivo su se stessa: questa l’intenzione del Centro Missionario Diocesano, MLAL, Nigrizia Multimedia e LVIA che sostengono la kermesse. Al suo secondo anno come festival (cioè con una vera e propria competizione tra le opere in concorso), il Festival di cinema africano di Verona ha già raggiunto un respiro internazionale, sviluppando sinergie con altri festival analoghi. Alla collaborazione con il Festival Cinematografico del Burkina Faso (FESPACO), si è aggiunta quella con il Mestre Film Fest, il Centro Studi Donati e la Cineteca di Bologna, oltre ad un gemellaggio con lo Zanzibar International Film Festival (ZIFF).
Le pellicole protagoniste di questa XVIII edizione sono divise in diverse sezioni. Otto i lungometraggi in concorso, tra cui Terra sonnambula di Teresa Prata, un viaggio nella guerra civile mozambicana e Sexe, gombo et beurre salé di Mahmat-Saleh Haroun sull’integrazione di una comunità africana in una città francese. In rappresentanza della nouvelle vague del cinema africano anche Battle of the Souls, thriller ugandese sul fenomeno delle possessioni del male e Malooned sul Kenya. Dal nordafrica il divertente Délice Paloma, dell’algerino Mokneche Nadir e il più impegnato Tamanrasset, un confronto tra mondo della moda e quello dei clandestini africani. Nella categoria dei cortometraggi “Africa Short” spiccano invece Subira e Il est midi chez nous!, che racconta come la ricchezza rischi di far dimenticare il valore dell’ospitalità, e Kunta, sul sospetto verso gli immigrati.
In concorso anche 7 documentari, tra cui Come un uomo sulla terra, “documentario invisibile” prodotto in Italia, En attendant les hommes, un dialogo tra donne sahariane e Iron Ladies of Liberia (in alto), sulla presidente Ellen Johnson Sirleaf. Il film-documentario sul genocidio rwandese Behind this convent, sarà rappresentato a Verona dal suo giovane autore, Gilbert Ndahayo. Ospite d’onore anche Sidiki Bakaba, celebre attore ivoriano di cui verranno proiettati Mami Wata, Roues libres e Il nous faut l’Amerique, tutti nella sezione “Africa pop” dedicata alla fiction africana. Una fiction che ben rappresenta Docteur Boris (a destra), parodia africana degli americani Scrubs e Dr.House.
Ben 11 pellicole africane e della diaspora europea sono dedicate al tema dell’intercultura, su cui l’Università di Verona organizzerà un convegno di approfondimento. Tra questi il cartone animato Une girafe sous la pluie, della belga Pascale Hecquet, e On the Sunny Side of the Alps, su una famiglia di afro-sloveni. Prsenti anche il più noto La classe-Entre les murs, palma d’oro a Cannes 2008 e Shoot the Messenger (a sinistra), di Ngozi Onwurah e prodotto dalla BBC. In omaggio a Youssef Chahine, regista egiziano scomparso quest’anno, saranno  proiettati Il Destino e Le Chaos.
Ai quattro premi ufficiali (miglior lungometraggio, cortometraggio, documentario e premio del pubblico) si aggiungono quelli assegnati da Scuole, Associazione Studenti Africani di Verona, Nigrizia e “Save the Children”. Ognuno attribuirà un Premio Speciale. Per sapere quali film saranno premiati bisogna aspettare, e soprattutto partecipare ad una settimana ricca di appuntamenti. Tra questi anche un incontro con l’antropologo Marco Aime e il reportage fotografico sul FESPACO realizzato da Carlo d’Este, ed esposto al Museo Africano. Ma il XVIII Festival di cinema africano di Verona è anche un momento di incontro e festeggiamenti che coinvolgono la comunità africana di Verona, in particolare il 21 novembre con il concerto dei ciadiani Pyramides e l’Afreecan Party la notte del 22 novembre.
 
Il programma completo delle proiezioni e degli eventi è disponibile sul sito www.cinemafricano.it
Intervista di FOCUS a Fabrizio Colombo, direttore artistico del Festival