Zimbabwe: aumenta la repressione in vista delle elezioni - Nigrizia
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Blitz della polizia in una residenza privata. Arrestati 25 oppositori
Zimbabwe: aumenta la repressione in vista delle elezioni
19 Gennaio 2023
Articolo di Redazione
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Lo Zimbabwe terrà elezioni presidenziali quest’anno ma il governo non ha ancora deciso quando. Intanto però è ripresa la repressione nei confronti dell’opposizione e di chiunque (attivisti politici, difensori dei diritti, giornalisti) esprima pubblicamente dissenso nei confronti dello Zanu-Pf, il partito-stato che tiene in pugno il paese dall’indipendenza, nel 1980.

L’episodio più recente è stato l’arresto di 26 attivisti della Coalizione dei cittadini per il cambiamento (Citizens Coalition for Change – Ccc), tra cui due membri del parlamento e una minorenne, in seguito rilasciata su cauzione.

Il 14 gennaio la polizia è intervenuta con i gas lacrimogeni per disperdere un raduno del partito che si svolgeva presso la residenza di uno dei parlamentari nel comune di Budiriro, a circa 15 chilometri dal centro di Harare.

Il blitz è stato motivato dal fatto che la legge – il Maintenance of Peace and Order Act (Mopa) – impone ai partiti di informare le autorità due settimane prima di tenere una riunione politica.

Ma la portavoce del Ccc Fadzayi Mahere, sentita dall’agenzia Reuters, ha fatto notare che «La legge sul mantenimento della pace e dell’ordine si applica solo alle riunioni pubbliche in un luogo pubblico» e che l’incontro in questione si svolgeva in una residenza privata e «non era affatto aperto al pubblico».

Gli arresti arrivano dopo un’ondata di violenze politicamente motivate contro i sostenitori dell’opposizione nelle zone rurali, che hanno sollevato timori di un escalation di repressione in vista delle elezioni presidenziali.

Timori espressi anche da Amnesty International che ha descritto quest’ultima azione di polizia come “un agghiacciante avvertimento di elezioni mortali in arrivo”, affermando che il governo del presidente Emmerson Mnangagwa ha già dimostrato che non esiterà a perseguire chiunque gli si opponga.

«L’arresto di membri di un partito di opposizione semplicemente per aver tenuto una riunione in una residenza privata è uno spudorato assalto da parte delle autorità contro i diritti alla privacy, alla libertà e alla sicurezza delle persone e alla libertà di espressione», ha commentato la vicedirettrice di Amnesty per l’Africa orientale e meridionale, Flavia Mwangovya.

Che ha condannato anche la successiva, brutale aggressione dell’avvocato difensore degli arrestati, Kadzere Kudzai, che è stato picchiato, arrestato e accusato di disturbo criminale e tentativo di fuga dalla custodia della polizia.

«Il loro messaggio è agghiacciante è inequivocabile. È chiaro che le autorità dello Zimbabwe daranno la caccia a chiunque osi opporsi a loro nelle prossime elezioni» ha detto Mwangovya.

Per lo Zanu-Pf, il Ccc, nato dal vecchio Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), rappresenta la principale minaccia per il massiccio sostegno popolare di cui gode. Il suo leader, il giovane Nelson Chamisa, sfiderà per la seconda volta il presidente Mnangagwa dopo che alle elezioni del 2018 aveva perso per una manciata di voti.

A far tremare il regime è stato anche l’esito delle elezioni parlamentari suppletive di marzo che hanno consegnato al partito di Chamisa 19 dei 28 seggi da assegnare all’assemblea nazionale, che continua comunque ad essere saldamente controllata dallo Zanu-Pf.

 

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