Falliti i colloqui tra Tsvangirai e Mugabe
Continua la crisi di governo in Zimbabwe. L’incontro tra il presidente Mugabe e il premier Tsvangirai, si è concluso senza raggiungere un’intesa. La rottura tra i due è iniziata il 16 ottobre, dopo l’arresto di Roy Bennett, tesoriere del Movimento per il Cambiamento Democratico.

Nulla di fatto. Dopo essersi incontrati, ieri pomeriggio, il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e il premier, Morgan Tsvangirai, non hanno raggiunto nessuna intesa. Si trattava del primo incontro dall’inizio della vessazioni ed abusi. La strategia dello Zanu-Pf, mira da mesi ad erodere il potere del premier, attraverso arresti arbitrari, minacce e violenze commessi nei confronti di membri del partito del premier.

Una condanna a più di sei mesi di carcere costringerebbe, infatti, gli eletti in parlamento a dimettersi dal proprio incarico. L’ultimo episodio di violenza è avvenuto nella notte di venerdì, quando una cinquantina di agenti della polizia di Harare ha perquisito la sede del Movimento per il Cambiamento Democratico, formazione del premier. Secondo fonti del partito gli agenti, pesantemente armati, sostenevano di voler cercare un arsenale clandestino, portando invece via numerosi documenti.