Zimbabwe

Con una mossa apparsa alquanto tardiva, il principale partito d’opposizione in Zimbabwe, il Movimento per il Cambiamento Democratico (MDC) ha “insediato” domenica il suo candidato, l’avvocato quarantenne Nelson Chamisa, come “presidente del popolo”, due mesi dopo che l’attuale presidente Emmerson Mnangagwa è stato dichiarato dalla Corte costituzionale vincitore delle elezioni del 30 luglio con oltre il 50,8% dei voti.
Chamisa ha ottenuto il 44,3 % dei consensi.

L’esito del voto legislativo ha invece dato al partito storico di governo Zanu-Pf, la maggioranza di due terzi in parlamento con 145 seggi contro i 63 dell’MDC.

L’annuncio è stato fatto dal vicepresidente del MDC, Morgen Komichi, davanti alla folla di sostenitori che gremiva lo stadio di Gwanzura ad Harare, dove il partito stava celebrando il suo 19° anniversario.

La mossa ha fatto infuriare lo Zanu-PF, che l’ha definita un tradimento e una provocazione, osservando che Mnangagwa è il presidente democraticamente eletto dello Zimbabwe. In una sentenza unanime in agosto, nove giudici della Corte costituzionale avevano rigettato le istanze di brogli avanzate da Chamisa in quanto non dimostrabili.

Il presidente del MDC Thabitha Khumalo ha detto che non si prevede che Chamisa occupi il palazzo presidenziale. «Quello che il mondo deve sapere è che per noi la sede dello Stato è nelle strade, nella gente», aggiungendo che il partito mobiliterà i cittadini in proteste di massa per rivendicare la presidenza assegnata a Mnangagwa e al suo partito di governo. (Voice of America)