Zimbabwe / Economia

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al ministro della sicurezza dello Zimbabwe Owen Ncube, che Washington accusa di coinvolgimento in “gravi violazioni dei diritti umani”.

Le nuove sanzioni ad personam sono state annunciate dal segretario di stato americano Mike Pompeo lo scorso 25 ottobre, proprio mentre migliaia di zimbabwani celebravano la Giornata nazionale contro le sanzioni, istituita dal governo solo pochi giorni prima in accordo con la SADC, la Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale.

Pompeo ha dichiarato che Washington è turbata dall’uso da parte del governo dello Zimbabwe di violenze di stato contro manifestanti, leader dell’opposizione e sindacalisti.

Il mese scorso, i medici, in sciopero da settimane, sono scesi in piazza chiedendo la liberazione di Peter Magombeyi, loro leader sindacale e uno degli organizzatori delle proteste per chiedere salari più dignitosi. L’uomo è stato poi liberato, ma la situazione sociale, economica e finanziaria del paese resta drammatica, con un’inflazione che ha raggiunto il 300% e scarsità prolungata di generi di prima necessità che ha portato 7 milioni di cittadini a rischio fame e 5 milioni già dipendenti dagli aiuti.

Ci sono state numerose proteste quest’anno con diverse segnalazioni di torture e rapimenti compiuti dalle autorità nel tentativo di sedare il malcontento popolare.

Secondo l’Unione dei medici ospedalieri, 51 persone che si sono espresse pubblicamente contro il governo sono state rapite dall’inizio dell’anno. Organizzazioni per i diritti umani affermano di aver registrato più di 20 casi di rapimenti di attivisti da parte di agenti della sicurezza nello stesso periodo. Il governo nega qualsiasi coinvolgimento. (Al Jazeera)