Il racconto
Ad un anno dalle elezioni generali del 29 marzo 2008 lo Zimbabwe appare un paese al collasso politico, sociale ed economico.

La condizione della strutture sanitarie, della scuola e di tutta l’amministrazione pubblica è critica. La disoccupazione è al 90% e l’inflazione ha raggiunto i 131 milioni percentuali. La metà della popolazione soffre la fame ed è continuamente colpita dalle epidemie, come il colera che negli ultimi mesi ha ucciso 4 mila persone. Robert Mugabe, presidente padrone, nonostante l’esito a lui sfavorevole delle elezioni ha fatto di tutto per rimanere alla guida del paese. Dopo un anno di battaglie politiche con gli oppositori, Mugabe si è arreso ed ha accettato un governo di unità nazionale. Che sta cominciando a lavorare.
Lo Zimbabwe resta però ancora isolato dalla comunità internazionale.
Ne abbiamo parlato con Serena Corsi, corrispondente de Il Manifesto, che nei giorni scorsi è riuscita a entrare nel paese.