Nigeria: ennesima imboscata, l'esercito lascia lo stato federale del Niger - Nigrizia
Conflitti e Terrorismo Nigeria Politica e Società
Ora la popolazione locale si sente ancora più insicura, in tanti hanno lasciato le loro case
Nigeria: ennesima imboscata, l’esercito lascia lo stato federale del Niger
26 Aprile 2024
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti

Nonostante le proteste della popolazione locale, le forze armate della Nigeria si sono ritirate da dallo stato federale del Niger, situato nell’ovest del paese, a seguito della morte di sei soldati nell’ennesima imboscata di “banditi” locali. La decisione dell’esercito è stata resa nota dalla stampa locale e poi confermata ai giornalisti anche da Bello Abdullahi, commissario per la sicurezza interna del Niger.

I militari nigeriani hanno deciso di lasciare la zona a causa delle continue perdite che si registrano sul campo. Ultimo episodio in ordine di tempo, la scorsa settimana, quando due ufficiali e quattro soldati sono stati uccisi nella comunità di Allawa, nell’area di Shiroro.

Dopo il ritiro dei soldati centinaia di residenti, tra cui donne, bambini e anziani, hanno lasciato le loro case per dirigersi verso località ritenute più sicure, tra le quali Erena, Gwada, Kuta e Zumba, temendo per la propria incolumità. Molta gente, scioccata nel vedere i soldati smantellare le loro tende e andarsene, ha chiesto al governo dello stato federale del Niger di intervenire rapidamente per prevenire altri attacchi da parte dei banditi.

Attacchi continui 

Secondo le ricostruzioni della stampa nigeriana, i soldati si sono ritirati due giorno dopo che un veicolo delle forze armate nigeriane è esploso a causa di una mina collocata lungo l’autostrada Allawa-Pandogari. Nella deflagrazione diversi militari hanno perso la vita mentre altri sono rimasti feriti.

L’incidente si è verificato meno di una settimana dopo che due ufficiali, quattro soldati, un guardiano e un cacciatore avevano perso la vita in un’altra imboscata, stavolta durante un attacco di uomini armati contro le località di Roro, Karaga e Rumace. «Abbiamo lasciato gran parte delle nostre cose perché non potevamo trasportarle, i mezzi di trasporto sono infatti pochissimi – hanno detto alcuni sfollati a causa dei combattimenti nella regione-. D’altro lato non possiamo restare inerti e essere uccisi dai banditi o dai jihadisti di Boko Haram».

In effetti, il ritiro del personale militare rischia di rendere gli abitanti della zona molto più vulnerabili alle violenze. Nell’ultimo anno, secondo le stime, non meno di 30 ufficiali e soldati hanno perso la vita in attacchi da parte di banditi e terroristi nello stato di Niger, che si estende da ovest della capitale Abuja fino al confine col Benin e fino a non lontano dalla frontiera con lo stato sovrano omonimo, con cui non è da confondere.

Voci governative hanno giustificato lo smantellamento affermando che questo si svolge nell’ambito di accordi volti a riconfigurare la presenza dell’esercito nazionale nella regione. Il quotidiano nigeriano Push ha tenato di mettersi in contatto con il maggiore generale Edward Buba, il portavoce delle operazioni di difesa, finora senza successo.

Il termine “banditi”, traduzione dell’inglese bandits, è usato da alcuni anni dalle autorità e dalla stampa nigeriana per riferirsi a gruppi di uomini armati che commettono rapimenti a scopo di riscatto, razzie nei villaggi e attacchi contro le forze armate. Questi gruppi, attivi in tutto il paese ma per l più negli stati settentrionali, non hanno in realtà una posizione politica o religiosa riconoscibile anche se a volte vengono associati a milizie riconducibili a organizzazioni jihadiste locali come lo Stato Islamico della provincia dell’Africa occidentale (Iswap) e il gruppo noto come Boko Haram. 

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it