Africa: garantire i prestiti con le risorse naturali non è più sostenibile - Nigrizia
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Lo denuncia il presidente dell'AfDb, Akinwumi Adesina. Che esorta i paesi del continente a cambiare strada
Africa: garantire i prestiti con le risorse naturali non è più sostenibile
13 Marzo 2024
Articolo di Redazione
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In un’intervista all’Associated Press, Akinwumi Adesina, presidente della Banca africana di sviluppo (AfDB) con sede ad Abidjan, in Costa d’Avorio, ha definito pessimi gli accordi sui prestiti garantiti dalle risorse naturali stabiliti tra governi africani e aziende o compagnie di estrazione di materie prime straniere, spacciati come aiuto economico per lo sviluppo dei paesi del continente.

Ponendo in luce la natura irregolare e scorretta dei negoziati, Adesina ha proposto di introdurre un’iniziativa bancaria che aiuti i paesi a rinegoziarli, e ha dichiarato: «Il rischio che si corre con i prestiti garantiti per lo sfruttamento di risorse naturali, per quanto mi riguarda, è che siano semplicemente sfavorevoli e svantaggiosi (per i paesi africani). Innanzitutto non è possibile definire adeguatamente il valore reale delle risorse del sottosuolo. Come può essere stabilito il prezzo reale di materie prime presenti sottoterra e ancora non commercializzate; e come si può firmare a tale riguardo contratti a lungo termine?» si è chiesto il presidente. 

Negoziazioni asimmetriche 

Adesina ha aggiunto: «In secondo luogo, la negoziazione per intese di questo tipo è molto asimmetrica. Gli accordi, infatti, si attuano per lo più attraverso finanziatori (governi, multinazionali o grandi banche commerciali) che detengono un potere molto maggiore dei governi destinatari dei prestiti, e dettano i propri termini a nazioni africane in genere a corto di liquidità.

Questo squilibrio di potere, unito alla mancanza di trasparenza e al rischio di corruzione, crea un terreno fertile per uno sfruttamento incontrollato», ha quindi chiosato il massimo dirigente dell’AfDB.

Adesina ha pertanto esortato i paesi africani ad assumere un nuovo metodo di contrattazione. Il fatto di collegare le entrate future derivanti dalle esportazioni di risorse naturali ai rimborsi dei prestiti, è spesso pubblicizzato come un modo per i destinatari di ottenere finanziamenti per progetti infrastrutturali e per i finanziatori di ridurre il rischio di non recuperare i propri soldi.

Oggi, inoltre, la transizione verso le energie rinnovabili e i veicoli elettrici ha provocato un picco nella domanda di minerali critici, spingendo ulteriormente i paesi che dispongono di queste risorse in direzione di questo tipo di prestiti .

Il caso Ciad-Glencore 

Il presidente, ex ministro nigeriano dell’Agricoltura, ha infine affermato che i prestiti garantiti con risorse naturali rappresentano una sfida per le banche di sviluppo come quella da lui presieduta e il Fondo monetario internazionale, che promuovono una gestione sostenibile del debito.

Adesina ha menzionato specificamente la paralizzante crisi finanziaria del Ciad dopo che un prestito garantito dal petrolio da parte della società mineraria anglo-svizzera Glencore, ha lasciato il paese. Ndjamen  ha dovuto alla fine utilizzare la maggior parte dei proventi petroliferi per ripagare il proprio debito.

Oltre a Glencore, altri ricercatori di materie prime e altre banche occidentali, tra questi Trafigura e Standard Chartered, hanno finanziato accordi “petrolio in cambio di contanti”, in particolare con la Repubblica del Congo, il Ciad e l’Angola.

Mentre Glencore e Standard Chartered non hanno risposto alla richiesta di commenti al riguardo, Trafigura ha replicato facendo riferimento al suo rapporto del 2020 intitolato Prepayments Demystified, in cui si afferma genericamente che «le società commerciali stanno consentendo una produzione che altrimenti non sarebbe possibile, sostenendo così la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e la generazione di entrate fiscali nei paesi interessati».

Merita infine sottolineare che la Cina è di gran lunga la principale fonte di finanziamento tramite questi canali, attraverso le sue banche e società statali.

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