Cambiamenti Climatici

45 milioni di persone nell’Africa meridionale, soprattutto donne e bambini, stanno affrontando una grave insicurezza alimentare causata da siccità, inondazioni e disordini economici.

«Questa crisi alimentare è su una scala che non abbiamo mai visto prima e le prove dimostrano che peggiorerà», ha dichiarato ieri Lola Castro, direttore regionale del Programma alimentare mondiale (WFP) per l’Africa meridionale, aggiungendo però di poter contare solo su 205 milioni di dollari dei 489 milioni richiesti.

Le famiglie in tutta la regione stanno già saltando i pasti, non mandano più i figli a scuola, vendono beni preziosi e si indebitano per evitare perdite agricole.

Con temperature che aumentano il doppio della media globale e la maggior parte del cibo prodotto dagli agricoltori di sussistenza che dipendono interamente da piogge sempre più inaffidabili, l’Africa meridionale ha avuto solo una normale stagione di crescita negli ultimi cinque anni, ha affermato il WFP.

I paesi più colpiti dalla siccità sono eSwatini, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mozambico, Namibia, Zambia e Zimbabwe, dove quasi la metà dei 15 milioni di abitanti vive in uno stato di insicurezza alimentare cronica e dove oltre 200 elefanti sono morti di fame in soli tre mesi l’anno scorso.
In Lesotho la siccità ha colpito il 20% della popolazione e in Namibia circa il 10% soffre anche di insicurezza alimentare, condizione che interessa 2,3 milioni di persone in Zambia.

In risposta alla crisi, ieri la Commissione europea ha dichiarato che sta mobilitando un pacchetto di aiuti umanitari di 25,4 milioni di dollari per sostenere le necessità alimentari di emergenza e le persone vulnerabili in eSwatini, Lesotho, Madagascar, Zambia e Zimbabwe. (Al Jazeera)