ECONOMIA IN BIANCO & NERO – aprile 2012
Riccardo Barlaam

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago… Con la crescita economica, anche in Africa saltano fuori in questi anni, come funghi, i primi miliardari neri. Aumenta il numero dei ricchi. Aumenta anche la distanza tra le classi sociali. Tra i pochi che hanno tanto e la gente comune. E, come spesso succede – è accaduto in Russia e nell’Est Europa dopo la caduta del muro di Berlino; è accaduto in Cina e India negli anni Novanta –, l’Occidente in questi casi è pronto a esportare il peggio del suo modello capitalistico.

Qualche tempo fa, mi ha colpito osservare a Malindi, in Kenya, in uno dei tanti villaggi turistici che si susseguono lungo la spiaggia bianca, l’atteggiamento sprezzante che alcuni ospiti neri “ricchi” avevano nei confronti del personale di servizio di colore. Black rich people versus black servant. Peggio del peggior colonialismo dei tempi di Leopoldo del Belgio (“il Congo è una magnifica torta”) o dei libri di Kipling…

Nella classifica dei 500 uomini più ricchi del mondo, che la rivista americana Forbes pubblica ogni anno, ci sono anche africani: il magnate nigeriano Aliko Dangote è il primo della lista tra i neri (al 76° posto assoluto, prima di Armani o di Prada, per capirci) con un patrimonio stimato di 11 miliardi di dollari. Ce ne sono altri: Mike Adenuga, anch’egli nigeriano, 4,3 miliardi; Patrice Motsepe, sudafricano; Femi Otedola, sempre della Nigeria…

Alcune settimane or sono, la casa automobilistica tedesca Porsche ha aperto il suo primo punto vendita a Lagos (Nigeria), nel quartiere dei ricchi, Victoria Island, dove c’è la più alta concentrazione di miliardari. A Lagos sono già presenti concessionarie di Aston Martin e Lamborghini. Non solo. Porsche ha in programma di aprire una concessionaria anche nella capitale, Abuja, dove spera di fare buoni affari con i politici locali, che sono tra i più pagati del continente.

«La Nigeria diventerà importante per noi nei prossimi anni », ha spiegato George Wills, responsabile della Porsche per Medio Oriente e Africa, davanti a una 911 fiammante, tirata a lucido per i flash dei reporter locali. «Non sappiamo ancora quante ne venderemo, ma siamo certi che saranno abbastanza per riuscire a recuperare quanto investito».

La Nigeria è la seconda economia del continente africano, con una crescita del 7,6% nel quarto trimestre 2011, tra le più dinamiche al mondo. Il general manager di Porsche Nigeria, Julian Hardy, stima che 200 nigeriani possiedano già delle Porsche, importate da decenni direttamente dall’Europa. Alla festa di ricevimento per il lancio del nuovo negozio di Lagos c’era la bella società della metropoli: bei vestiti, belle donne, Martini, musica dal vivo, attorno al nuovo feticcio a quattro ruote. «Puoi guidare lungo i viali di Lagos, o anche andare a fare un giro nella natura più selvaggia su una Porsche», spiega soddisfatto Emmanuel Ngala, manager dell’information technology, che possiede già una Cayenne 4×4.

L’obiettivo della casa automobilistica tedesca è di vendere 100 auto nel 2012. Ma la speranza è di arrivare a 300 nel giro di poco tempo, considerando che in Sudafrica ne vengono vendute 800 l’anno. Il prezzo di una Porsche va da 21 a 30 milioni di naira (dai 133mila a 190 mila dollari Usa).

Il petrolio fa aumentare il numero dei milionari tra i politici e gli uomini d’affari, gli oligarchi nigeriani, in un paese dove oltre il 60% della popolazione (gli abitanti sono 160 milioni) vive in condizioni di assoluta povertà.

Anche altri luxury brand sono sbarcati negli ultimi tempi nel Victoria District di Lagos: Louis Vuitton, Moët & Chandon e altri. Ai nigeriani la bella vita piace: sono al primo posto in Africa per il consumo di champagne francese. Lo scorso anno sono state acquistate ben 593mila bottiglie, il 50% in più del Sudafrica, l’altro paese “ricco” concorrente.