Acque agitate
Il presidente in carica dal 1999, malato da tempo, è ricoverato in un ospedale di Parigi. L’opposizione ne chiede la destituzione. Ed è partita la lotta di successione, in vista del voto del 2014. Sempre sotto il controllo dei vertici dell’esercito.

Avvolto in una vestaglia scura, intento a bere caffè in compagnia del premier Abdelmalek Sellal e del capo di stato maggiore Ahmed Gaid Salah. Sono queste le prime immagini del presidente Abdelaziz Bouteflika diffuse dalla televisione di stato algerina da quando, il 27 aprile, è stato ricoverato all’ospedale Val de Grace di Parigi per un «lieve ictus». Il presidente, 76 anni, è apparso certo stanco, ancora più vecchio e malato di prima, ma vivo, capace di muovere la mano destra e parlare, anche se l’audio del video non è stato trasmesso.

Queste immagini diffuse a ciclo continuo dall’Unique, come chiamano gli algerini la televisione di stato, arrivano dopo 40 giorni di silenzio delle autorità, dopo le polemiche e le voci incontrollate che davano già per morto il presidente in carica ormai dal 1999.

Una messa in scena organizzata ad arte in una delle lussuose stanze degli Invalides, per lanciare un messaggio chiaro agli algerini e alla stampa locale e internazionale accusata dal premier Sellal di aver diffuso notizie false. Sottolinea il politologo Rachid Grim che insegna all’Università di Algeri: «È un modo per preparare il ritorno di Bouteflika. Ci hanno fatto capire che non accetteranno nessuna destituzione di Bouteflika, che il presidente è ancora capace di governare e forse fino alla fine del suo mandato».

«Una farsa di stato». Questo il commento di diversi partiti d’opposizione come il Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd), il Fronte nazionale algerino (Fna) e gli islamisti di Jil Jadid. «Come possiamo credere alle informazioni ufficiali algerine preparate da responsabili francesi?, ha dichiarato il portavoce dell’Rcd, Athmane Mazouz. E, riferendosi al primo ricovero del presidente avvenuto sempre all’ospedale parigino nel 2005, ha aggiunto: «È doveroso porre termine a questa farsa e destituire legalmente Bouteflika, come previsto dall’articolo 88 della Costituzione. Bisogna porre fine al feuilleton Val De Grace II».

La lotta per la successione è comunque già iniziata anche perché questa volta sembra davvero improbabile che Bouteflika possa ricandidarsi nel 2014 per un quarto mandato.

E allora si rincorrono i nomi, le previsioni, le speculazioni. C’è chi punta tutto sull’ex segretario del Fronte di liberazione nazionale (Fln), Abdelaziz Belkhadem, ma si parla anche dell’ex premier Ahmed Ouyahia o dello storico avversario di Bouteflika alle elezioni del 2004, Ali Benflis. Da allora Benflis è scomparso dalla scena politica ma come è già accaduto più volte in Algeria, anche per lo stesso Bouteflika, potrebbe proprio per questo essere il prescelto di quel clan militare che ancora oggi continua a muovere i fili del paese. A meno che, per evitare qualsiasi scossone, les generaux non decidano di ritornare a Liamine Zeroual, già presidente dal 1994 al 1999.

Secondo Al Jazeera, una delegazione di ufficiali si sarebbe recata proprio pochi giorni fa a casa di Zeroual a Batna, 600 km ad est di Algeri. L’opzione Said, il potente fratello di Bouteflika che secondo alcuni negli ultimi 40 giorni avrebbe preso le redini del paese, sembra essersi allontanata, trascinata via dal vento della “primavera araba”.