Algeria / Elezioni presidenziali

Il presidente ad interim Abdelkader Bensallah ha annunciato ieri la convocazione di elezioni presidenziali il 12 dicembre, otto mesi dopo le dimissioni del presidente di lungo corso Abdelaziz Bouteflika.

L’annuncio risponde alle insistenti pressioni da parte del potente capo dell’esercito Ahmed Gaid Salah perché la votazione si tenga al più presto. Salah, che di fatto ha in mano le redini del paese, ha affermato che il vuoto politico deve essere riempito con un presidente eletto e ha sostenuto che i manifestanti siano manipolati da nemici interni e dall’estero. La scorsa settimana, Salah ha chiesto la convocazione di un collegio elettorale il 15 settembre, in modo da condurre un’elezione entro 90 giorni, a metà dicembre. Il voto presidenziale era stato inizialmente fissato per il 4 luglio, ma è stato poi annullato per assenza di candidati.

Intanto anche venerdì, per la 30esima settimana consecutiva, la popolazione è tornata a manifestare dopo che il parlamento ha approvato due progetti di legge: sulla creazione di un’autorità elettorale “indipendente” (guidata da un ex ministro della Giustizia a lungo legato alle amministrazioni passate) e sulla revisione della legge elettorale.

Le dimostrazioni, iniziate a febbraio, hanno portato alle dimissioni dell’anziano e malato presidente Abdelaziz Bouteflika ad aprile, dopo 20 anni al potere. Ma il movimento è continuato. I manifestanti chiedono l’uscita di scena delle figure chiave del vecchio regime e una revisione delle istituzioni politiche prima del voto, sostenendo che qualsiasi elezione nel quadro attuale rafforzerà solo lo status quo.

La polizia ha represso con sempre maggior forza i manifestanti. Più di due dozzine di persone, arrestate durante la marcia di venerdì, sono stati incarcerati. Tra questi anche Karim Tabou, 51 anni, una figura ben nota nel movimento. (Voice of America / News 24)