Algeria / Elezioni 2019

Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika è rientrato nel paese dopo due settimane trascorse a Ginevra, ma la sua assenza non ha fermato le proteste, pacifiche, che dal 22 febbraio scuotono il paese, sceso in massa nelle strade contro la candidatura per un quinto mandato dell’82enne alle elezioni del 18 aprile.

Mentre scioperi e manifestazioni, tutti pacifici, si susseguono con un numero sempre maggiore di adesioni, i vicini nordafricani (Marocco, Tunisia e Libia) e i partner d’oltremare seguono con attenzione lo svolgersi degli eventi nel paese, nel timore di una destabilizzazione che avrebbe conseguenze per la sicurezza, le migrazioni o per il settore energetico e le esportazioni, settore questo che interessa molto da vicino l’Italia, essendo l’Algeria il secondo fornitore di gas dopo la Russia.

Il timore è stato espresso lo scorso 7 marzo anche dallo stesso Bouteflika nella sua ultima lettera ai cittadini, nella quale si felicita per il carattere pacifico delle proteste ma mette anche in guardia contro “una possibile infiltrazione di questa espressione pacifica da parte di una parte insidiosa, interna o esterna, che potrebbe […] causare il caos”. (Jeuneafrique)