Angola / confiscato il passaporto

Un regime che si eternizza, non può che favorire la corruzione. Ma qualcosa sembra cambiare in Angola, con il nuovo presidente. Una prova? Il figlio dell’ex presidente angolano, José Filomeno dos Santos, è formalmente imputato di aver ordinato un bonifico ritenuto sospetto di 500milioni di dollari. Il suo passaporto è stato confiscato e gli è proibito di lasciare il territorio nazionale. José Filomeno è imputato di «frode, storno di fondi, pressioni, riciclaggio di denaro sporco e associazione a delinquere». Un nuovo colpo duro quindi per la famiglia di José Eduardo dos Santos, l’ex presidente.

Il nome di José Filomeno dos Santos era tra quelli ritrovati nello scandalo dei Panama Papers, sospettato di aver stornato una parte del denaro del Fondo sovrano dell’Angola di cui era presidente. Finché « Zenú », come viene soprannominato, non è stato dimesso delle sue funzioni dal presidente João Lourenço.

Questa volta, la cosa sembra molto seria perché José Filomeno è accusato di aver ordinato il bonifico di mezzo miliardo di dollari della Banca centrale su un conto privato in Gran Bretagna, qualche settimana prima della fine del mandato del padre. Il complice? L’ex governatore della Banca centrale, Valter Filipe da Silva, già imputato da una decina di giorni.

I 500milioni non sono comunque persi per il governo angolano: la Gran Bretagna, infatti, che aveva scoperto il bonifico sospetto, ha congelato il denaro e promette di restituirlo all’Angola.

A denunciare la cosa era stato, già a gennaio, il giornalista investigativo e attivista anticorruzione Rafael Marques, che è sotto processo a Luanda per aver denunciato un altro caso di corruzione. Prossima udienza in tribunale, il 16 aprile.

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