L’Eliseo conferma
L’annuncio è arrivato con un audio, trasmesso il 25 luglio dall’emittente araba al-Jazeera. La voce di Abdelmalek Droukdel, leader di Al-quaeda nel maghreb islamico, annunciava l’uccisione di Michel Germaneau, il settantottenne ostaggio francese nelle mani del gruppo qaedista dal 19 aprile scorso.

Oggi la conferma. Al termine di una riunione d’emergenza all’Eliseo, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha confermato la morte di Michel Germaneau (nella foto) aggiungendo che l’omicidio “non resterà impunito”. Una risposta al messaggio audio in cui Droukdel accusava direttamente il presidente francese di aver perso la possibilità di liberare il compatriota “aprendo le porte dell’inferno per sé e per il suo popolo”.

 

Nell’audio il leader qaedista afferma di aver ucciso l’ostaggio per vendicare la morte di sei compagni, vittime dell’operazione militare congiunta lanciata la sera del 21 luglio nel nord del Mali da forze francesi, mauritane e maliane.

 

Un blitz in pieno deserto contro una base degli islamisti che, in un comunicato emesso dal ministero della Difesa francese “è stata in grado di neutralizzare il gruppo di terroristi e di impedire un attacco pianificato contro obiettivi in Mauritania”, ma che secondo fonti di stampa, avrebbe avuto come scopo proprio la liberazione dell’ostaggio, in vista della scadenza dell’ultimatum imposto dai terroristi alla Francia.

 

Il 12 luglio, con un messaggio postato in un sito internet il gruppo aveva infatti avvertito l’Eliseo che avrebbe giustiziato l’ostaggio se non fossero stati rilasciati alcuni compagni detenuti nelle carceri di diversi paesi nordafricani.

 

Le trattative erano in corso da mesi, ma all’indomani del blitz sulle basi maliane, il ministro della Difesa francese aveva parlato di uno stallo, perché i sequestratori si sarebbero “rifiutati di fornire la prova del fatto che l’ostaggio fosse ancora vivo”. Più volte, infatti, i famigliari di Germaneau avevano espresso preoccupazione per la salute dell’uomo che soffriva di problemi cardiaci e aveva bisogno di farmaci specifici. E, stando alle dichiarazioni sotto anonimato raccolte dall’agenzia di stampa francese AFP, Parigi sarebbe stata “convinta che Germaneau fosso morto da parecchie settimane”.

 

Poche ore fa è arrivata anche l'”energica” condanna dell’Unione africana, espressa per bocca del Commissario alla pace e alla sicurezza Ramtane Lamamra.
Il sequestro dell’uomo era avvenuto nel Nord del Niger pochi giorni dopo l’annuncio della creazione di un comando militare congiunto tra Algeria, Mali, Mauritania e Niger – e sostenuto dagli Stati Uniti – per dare la caccia alle basi qaediste nel Sahara.

 

L’ingegnere in pensione è la seconda vittima dei terroristi nord-africani. Il primo fu, nel 2009, il turista inglese Edwin Dyer. Dopo la liberazione, lo scorso aprile, di Sergio Cicala e sua moglie Filomen Kabouree (due italiani rapiti in Mauritania), nelle mani di Al-qaeda nel maghreb islamico restano ancora due spagnoli: Roque Parcual e Albert Vilalta.