I percussionisti del Ghana hanno partecipato al Verona Jazz Festival. Nell’intervista video che vi proponiamo ci parlano dell’importanza del ritmo e delle percussioni nella vita e cultura delle Afriche.

Sono 7, giovanissimi, vengono dal Ghana e sono pieni di energia: sono i componenti dell’Ayekoo Drummers of Ghana, e giovedì 25 giugno si sono esibiti nel Teatro Romano di Verona, nella prima serata del Verona Jazz Festival.

Inizialmente scettico, accorso soprattutto per ascoltare il pianoforte di Stefano Bollati che ha occupato il palco prima dei percussionisti africani, il pubblico si è lasciato velocemente conquistare da uno spettacolo pieno di forza e di ritmo, incalzante, ricco di colori e di sonorità che passano dalle più tradizionale a composizioni musicali nuove, che risentono quasi dell’influenza del rock, come loro stessi ammettono. Non solo tamburi: balaphone, djambe, xilofono, …e ancora strumenti tradizionali come il kpanlogo e il wua, un tipo di flauto. I 7 Ayekoo si spostano sul palco, si invertono, accennano passi di danza, si scambiano gli strumenti, dimostrando di essere tutti in grado di suonare qualsiasi cosa. Il ritmo non viene mai meno, l’energia è sempre costante.

Yaw Prince Boamah, Kwesi Frank Opoku, Kodzo Mark Alifo, Kojo Donkor, Kwaku Edmund  Hyde, Kojo Alex  Tseh e Kwabena Dickson Darko: questi i nomi dei percussionisti ghaneani, che suonano insieme ormai da 8 anni, e si sono formati seguendo alcuni dei più importanti maestri di musica del loro paese, legandosi al Ghana Natioal Theatre e al gruppo Indigenafrika.

Dopo essersi esibiti in Ghana, e in molte città africane, nella primavera 2008 iniziano una tournée in Europa: Olanda, Svizzera, Austria, Germania. Questa estate, per la prima volta, sono arrivati in Italia, a Verona
L’intervista che vi proponiamo è di Malice Omondi.

riprese: Cristian Frigo
montaggio: Alvaro Lanciai