Botswana / salute

Il governo del Botswana ha esteso anche agli immigrati il programma di trattamento gratuito con farmaci antiretrovirali (Arv) per i lavoratori del sesso positivi al virus dell’hiv/aids.

L’iniziativa riguarda in particolare le donne, visto che la maggior parte dei circa 30mila stranieri sieropositivi che vivono nel paese sono prostitute.
Fino ad ora, la nazione dell’Africa australe era uno dei pochi paesi che non offriva cure ai non cittadini. La decisione è stata accolta molto positivamente dalle ong che operano in ambito sociale e sanitario, e in particolare dalla Sisonke, l’organizzazione locale delle prostitute, il cui direttore Tosh Beka, l’ha definita “una pietra miliare”.

Attualmente, però, solo 7mila immigrati stanno ricevendo cure, secondo i dati del piano statunitense di emergenza per l’aids (Pepfar).

In generale, nel suo ultimo rapporto annuale, l’agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all’aids (Unaids) indica un rallentamento della diffusione del virus nell’Africa sub-sahariana, in parte grazie al migliorato controllo in Sudafrica – che negli ultimi nove anni, ha ridotto il numero di nuove infezioni di oltre il 40% – e in Africa orientale, aree storicamente più colpite, dove vive più della metà della popolazione mondiale infetta. (Voice of America)