Botswana / Ambiente

Il governo del Botswana ha ribadito la sua grande preoccupazione per quanto riguarda la perdita di rinoceronti.
Da aprile, nove rinoceronti sono stati cacciati, più di uno al mese, un tasso senza precedenti.
Negli ultimi anni, il bracconaggio e il cambiamento dell’habitat hanno ridotto la popolazione da migliaia di esemplari a poco meno di 400. «Se il bracconaggio continua a questo ritmo, tra un anno o due non ci saranno più rinoceronti in Botswana, in particolare il rinoceronte nero», ha dichiarato Mmadi Reuben, coordinatrice del dipartimento faunistico.

Mentre i rinoceronti bianchi meridionali sono stati salvati dall’estinzione, i rinoceronti neri sono ancora minacciati, con solo circa 4.200 esemplari allo stato brado. Meno di 20 si trovano in Botswana.

Il paese ha un approccio di “tolleranza zero” nei confronti del bracconaggio, che però si sta intensificando nella regione, fomentato dalla domanda di corno di rinoceronte nei paesi asiatici. Venduto per circa 55mila euro al kg sul mercato nero, il corno di rinoceronte viene utilizzato nella medicina tradizionale o come simbolo di ricchezza e successo. I bracconieri sono sempre di più, mentre le autorità del paese denunciano di non avere forze sufficienti per contrastarli.

A maggio il Botswana, paese che ospita quasi un terzo della popolazione di elefanti africani, ha rimosso il divieto di caccia ai pachidermi, introdotta nel 2014 in seguito al declino della popolazione. (News24)