Regolare lo svolgimento del voto
Il presidente uscente Ian Khama è stato rinconfermato alle elezioni politiche del 16 ottobre. Il suo Partito Democratico, al potere dal 1966, ha ottenuto 45 seggi su 57 in parlamento.

«Ho l’onore di dichiarare Ian Khama presidente del Botswana, dato che il suo partito ha ottenuto più dei seggi necessari alla sua elezione», con questo annuncio, domenica, Julian Nganunu, Ministro della Giustizia, ha pronunciato l’esito delle elezioni politiche, che si sono svolte nel paese, venerdì 16 ottobre.
Erano 725.000 gli elettori chiamati alle urne. Una delegazione di osservatori inviati da organizzazioni regionali e internazionali ha vigilato su tutte le operazioni di voto.Voto che ha premiato il Partito Democratico del Botswana, al potere dal 1966, uscito da questa tornata elettorale ancora più forte di prima.

Con 45 seggi su 57 alla Camera dei Comuni, ha guadagnato un seggio in più rispetto alle elezioni del 2004, mentre il Fronte Nazionale, principale partito di opposizione, ne esce sostanzialmente sconfitto, con 6 deputati (ben 6 in meno rispetto al 2004). Altri 4 seggi sono andati alla seconda formazione di opposizione, il Congress Party, 1 deputato al Movimento per l’Alleanza e 1 seggio ad un candidato indipendente.«Non ci si attendeva che il Partito Democratico guadagnasse un tale vantaggio sugli avversari. Rimane tuttavia il fatto che al suo stesso interno si celano profonde divisioni» ha spiegato Zibani Maundeni, analista politico dell’Università di Gaborone.

Khama, figlio del primo capo di stato e padre della nazione, è subentrato, nell’aprile 2008, all’ex presidente Festus Mogae, dimissionario.
Lo scontro sarà ora tutto interno al partito di governo: Dall’agosto scorso, è iniziata infatti una querelle tra il presidente Ian Khama e il segretario generale del Partito Democratico, Gomolemo Motswaledi, terminata con la sospensione di quest’ultimo. Khama accusava il capo del partito di minare la propria autorità, viceversa, la sospensione, non ha fatto altro che intensificare le accuse, mosse nei suoi confronti, di essere un presidente autocrate e populista.

D’altra parte lo stesso Khama, ex ufficiale dell’esercito, ha sempre visto con sdegno la politica e i suoi partiti. In un’intervista, rilasciata al settimanale sudafricano, Financial Mail, ha dichiarato: «I partiti politici sono sporchi e creano divisioni sociali per loro stessa natura. Non ho ancora trovato niente di entusiasmante in loro».

Nonostante gli scontri, il Botswana è il paese africano che può vantare una delle più lunghe tradizioni democratiche del continente. Una stabilità che ha consentito al paese di crescere economicamente sfruttando anche le ricche risorse minerarie del sottosuolo.

La crisi economica non ha tuttavia risparmiato neanche questa piccola isola felice, colpendo soprattutto il settore della produzione di diamanti, il 75% delle esportazioni del paese.
Dopo una crescita sostenuta, il governo ha dovuto ammettere un calo del prodotto interno lordo dell’11,5% nel primo semestre dell’anno, mentre la banca africana per lo sviluppo è dovuta intervenire con 1 miliardo e mezzo di dollari per sanare il bilancio statale.

(L’intervista a Aldo Pigoli, vice direttore editoriale dell’osservatorio di geopolitica e relazioni internazionali Equilibri.net, è stata estratta dal programma radiofonico Focus di Michela Trevisan)