Burkina Faso

L’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (HRW) accusa l’esercito del Burkina Faso di arresti arbitrari ed esecuzioni sommarie compiute nel nord del paese, dove dallo scorso anno i militari hanno intensificato le operazioni, in seguito all’aumento di attacchi terroristici e scontri interetnici.

Le forze armate hanno detto d’aver “neutralizzato 146 terroristi”, in risposta a un attacco che ha ucciso 14 civili questa settimana vicino al confine con il Mali, ma Corinne Dufka, direttrice per il Sahel di HRW, ha denunciato ieri che alcuni dei presunti terroristi sono stati giustiziati a sangue freddo davanti alle loro famiglie. Dufka ha aggiunto che la sua organizzazione pubblicherà presto un rapporto completo sulle atrocità dei gruppi jihadisti e delle forze di sicurezza in Burkina.

Gli attivisti temono che gli abusi compiuti dai militari sulla popolazione possano alimentare un circolo d’instabilità come accaduto nel vicino Mali, dove i gruppi jihadisti hanno sfruttato le rivalità etniche e la rabbia contro il governo centrale per reclutare nuovi adepti.

In sei province del nord il 31 dicembre è stato dichiarato lo stato di emergenza in seguito ad un attacco da parte di un gruppo legato ad al-Qaeda. La misura è stata poi prorogata per sei mesi l’11 gennaio, dopo una nuova azione terrorista contro un villaggio.

Le violenze nella regione del Sahel hanno allarmato la Francia, ex potenza coloniale, e gli Stati Uniti, che hanno schierato migliaia di truppe nella zona, per contrastare al-Qaeda e gruppi legati allo Stato islamico. (Eyewitness News)