Burkina Faso

Dopo l’ultimo attacco armato contro due villaggi che ha causato la morte di 36 civili, il parlamento del Burkina Faso ha approvato ieri una legge che permette l’impiego di volontari civili dotati di “armi leggere” nella lotta al terrorismo.

Lunedì sospetti jihadisti hanno attaccato un mercato nel villaggio di Nagraogo, dandolo alle fiamme e uccidendo 32 civili. Altre 4 persone sono state uccise in un successivo attacco nel villaggio di Alamou, sempre nella provincia di Sanmatenga, nel centro-nord del paese. In centinaia sono fuggiti dall’area e si sono rifugiati nel capoluogo Kaya. L’azione non è stata rivendicata.

Il presidente Roch Marc Christian Kabore ha annunciato un periodo di lutto di due giorni, oggi e domani.

Secondo un documento dell’AFP, i volontari, di età superiore ai 18 anni, saranno reclutati nelle loro regioni di residenza, in accordo con le popolazioni locali. Riceveranno un addestramento militare di 14 giorni, dopodiché saranno dotati di armi leggere e attrezzature per la comunicazione.

Negli ultimi mesi nel paese si sono intensificati gli attacchi di gruppi jihadisti che si stanno espandendo attraverso i confini dai vicini Mali e Niger. Negli ultimi due anni in Mali, nella regione di Mopti, la creazione di “gruppi di autodifesa” armati dal governo, ha favorito lo sviluppo di un sanguinario conflitto inter-etnico. (France 24)