Burundi

Appare in aumento la repressione del dissenso e le violenze in Burundi a sette mesi dalle elezioni.
Dodici oppositori sono stati arrestati lo scorso fine settimana nel comune di Kanyosha, nella provincia di Bujumbura. Sempre nell’ovest del paese, a Bubanza, nel comune di Musigati, il 22 ottobre erano finiti in manette quattro giornalisti di Iwacu – uno dei pochi media indipendenti rimasti nel paese – e il loro autista, tutti accusati sabato scorso di attentato alla sicurezza dello stato.

I 12 arrestati domenica sono membri del Congresso Nazionale per la Libertà (CNL), principale partito d’opposizione nel paese, fondato dall’ex ribelle Agathon Rwasa, ora primo vice-presidente dell’Assemblea Nazionale con 26 deputati su 118 e 5 ministri nel governo.

Gli arresti sono stati effettuati due giorni dopo un attentato compiuto venerdì scorso contro Gédéon Mpitabavuma, membro del partito al potere (CNDD-FDD) e capo della zona di Muyira, ferito da colpi di arma da fuoco sparati da uno sconosciuto.

«Questi arresti colpiscono soltanto membri del CNL, accusati di essere dietro questo attacco”, ha dichiarato all’agenzia Anadolu un testimone protetto da anonimato, secondo il quale l’attentato è stato invece condotto da imbonerakure, giovani affiliati al CNDD-FDD del presidente Pierre Nkurunziza, perché «questo leader di zona non è molto duro contro gli avversari, in particolare i membri del CNL». (Anadolu)