Burundi / Tanzania

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) sta chiedendo al governo della Tanzania di non rimpatriare con la forza decine di migliaia di rifugiati burundesi perseguitati in patria, le cui vite una volta rientrati, afferma, sarebbero a rischio.

I media tanzaniani fanno sapere che il governo è pronto a iniziare le operazioni di deportazione domani, in base ad un accordo bilaterale firmato lo scorso agosto con il regime burundese.

Nel marzo 2018 Tanzania, Burundi e Unhcr hanno firmato un accordo tripartito per facilitare il ritorno volontario dei rifugiati in Burundi. Un accordo che il portavoce dell’agenzia Onu Babar Baloch invita a rispettare.

La persecuzione del governo burundese e le violazioni dei diritti umani contro oppositori e presunti tali hanno causato la fuga di oltre 340mila persone nei paesi vicini, circa 200mila in Tanzania. Negli ultimi due anni, oltre 74mila sono tornati in Burundi a causa delle cattive condizioni nei campi e delle pressioni del governo tanzaniano ma «centinaia di rifugiati continuano a fuggire dal Burundi», fa sapere Baloch, «oltre 5.000 quest’anno».

Il mese scorso, la Commissione d’inchiesta dell’Onu sul Burundi ha riferito che gravi violazioni dei diritti umani, compresi i crimini contro l’umanità, sono continuate in tutto il paese. Le repressioni si sono intensificate in vista delle elezioni presidenziali del maggio 2020 che potranno consentire al presidente Pierre Nkuruziza (in carica dal 2005) di mantenere la poltrona fino al 2034. (Voice of America)