Camerun / Cambiamenti climatici

Durante la settimana, forti alluvioni con conseguenti inondazioni hanno lasciato almeno 100mila persone senza casa al confine tra il Camerun settentrionale e il Ciad.

È la peggiore alluvione registrata nella zona dal 2012. I media locali del Camerun hanno segnalato che il fiume Logone è esondato il primo ottobre danneggiando e distruggendo case, infrastrutture, bestiame e colture in una valle nel distretto di Zina. Le strade sono state inondate e l’accesso a diversi villaggi all’interno della valle è possibile solo in barca.

Funzionari locali affermano che il disastro ha colpito 70mila persone in Camerun e 30mila oltre il confine, in Ciad. Al momento non sono stati registrati decessi. Molte delle vittime cercano rifugio presso parenti residenti in località più sicure, mentre altre sono ancora intrappolate in aree difficili da raggiungere dove mancano beni di base, tra cui acqua e cibo. L’esercito sta lavorando per evacuare queste zone.

 

Gli alti livelli di insicurezza alimentare e il grado di povertà della regione aggravano notevolmente l’impatto dell’alluvione. La regione ospita già più di 480mila sfollati interni e rifugiati nigeriani.

Il persistere delle piogge porterà sicuramente a danni molto più gravi. (Voice of America)