Camerun / Separatisti

La settimana scorsa i movimenti separatisti armati di lingua inglese nell’ovest del Camerun hanno annunciato d’aver aperto nove scuole, da loro definite “comunitarie”, in sostituzione degli istituti francofoni gestiti dal governo, chiusi negli ultimi tre anni a causa del conflitto.

La maggior parte delle scuole nelle regioni di North-West e South-West, di lingua inglese, sono state chiuse da novembre 2016, quando iniziò il movimento di protesta in seno agli insegnanti e ai giudici che rivendicavano l’uso dell’inglese nelle scuole e nelle aule di tribunale. Proteste velocemente estese a tutte le rappresentanze delle regioni anglofone e degenerate l’anno successivo in un conflitto indipendentista che ha causato finora almeno 3.000 vittime e oltre mezzo milione di sfollati.

Le scuole aperte in varie zone delle vaste province anglofone occupano spazi pubblici vuoti e i separatisti stanno negoziando per rilevare edifici scolastici abbandonati, proprietà di confessioni cristiane.
Il governo ha chiesto alle famiglie di mandare i propri figli solo in scuole pubbliche, private e religiose riconosciute dallo Stato che garantisce un insegnamento qualificato.

L’annuncio evidenzia il fallimento del “grande dialogo nazionale”, il tavolo di discussione svoltosi all’inizio di ottobre su iniziativa del presidente Paul Biya – al potere da 37 anni – al quale i principali movimenti armati non hanno preso parte. (Voice of America)