Ciad: violenza sulla transizione. Richiamo dell’Europa - Nigrizia
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Scontri nelle maggiori città hanno causato 50 morti e 300 feriti
Ciad: violenza sulla transizione. Richiamo dell’Europa
21 Ottobre 2022
Articolo di Redazione
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(Sky TG24)
Il responsabile della diplomazia europea Josep Borrell

Iniziata nemmeno due settimane fa e boicottata da gran parte dell’opposizione e da rilevanti gruppi armati, la seconda fase della transizione in Ciad – che dovrebbe portare al voto nell’arco di due anni – sta sempre più assumendo i caratteri dello scontro.

Manifestazioni che, soprattutto nella capitale N’Djamena e nelle città di Moundou e Koumra, sono sfociate in violenze che hanno provocato, secondo il governo ciadiano, una cinquantina di morti e circa 300 feriti. Il governo non fornisce dettagli sugli scontri né se hanno interessato le forze dell’ordine.

Ieri il capo della diplomazia europea Joseph Borrell ha chiesto in un comunicato al governo della transizione, presieduto da Mahamat Idriss Déby Itno, «di identificare rapidamente gli autori delle violenze e di consegnarli alla giustizia». E ha chiesto a tutti gli attori politici e della società civile «di garantire la credibilità e la legittimità della transizione in corso».

Il primo ministro Saleh Hebzabo ha annunciato la sospensione «di tutte le attività pubbliche dei partiti politici e delle organizzazioni della società civile» e instaurato il coprifuoco dalle 18 alle 6 del mattino in tutte le maggiori città «finché l’ordine non sia ristabilito».

A essere colpiti da queste restrizioni sono soprattutto realtà dell’opposizione: i partiti Transformateurs e Partito socialista e la piattaforma della società civile Wakit Tamma (È giunta l’ora). I vescovi del Ciad hanno scelto, all’inizio di settembre, di ritirare la loro partecipazione al dialogo nazionale, che poi ha espresso l’attuale governo, perché lo hanno ritenuto non equilibrato.

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