Congo Brazzaville / ENI

Un’inchiesta dell’ong britannica Global Witness accusa la società petrolifera francese Total e l’italiana Eni di non avere rotto abbastanza presto i legami con la controversa società locale Kontinent Congo nella Repubblica del Congo.

Nel 2015, Eni e Total, su richiesta delle autorità congolesi, cedettero una parte della loro concessione di sfruttamento petrolifero a Kontinent Congo, compagnia che apparteneva all’uomo d’affari portoghese José Veiga e al camerunese Yaya Moussa, entrambi vicini al presidente Denis Sassou-Nguesso. A quel tempo, la stampa portoghese iniziò a indagare su José Veiga, sospettato di corruzione e riciclaggio di denaro sporco.

Secondo Global Witness, Total ed Eni avrebbero dovuto essere più vigili. «Per noi, dimostra che la qualità del loro processo di verifica, la loro strategia di riduzione del rischio non sta funzionando molto bene», ha dichiarato Mariana Abreu, Global Witness Campaigner.

Mentre Total ha riconosciuto di essere consapevole dei potenziali rischi associati ai suoi partner, Eni persiste nell’affermare che non ci sono problemi. La società italiana possiede ancora un giacimento petrolifero con Kontinent Congo, fa sapere l’ong.

Non è la prima volta che i gli interessi di Eni in Congo – dove opera da circa mezzo secolo estraendo petrolio, gas naturale e sabbie bituminose – e i suoi affari con società legate al potere, finiscono nel mirino di Global Witness. (Radio France Internationale)