«La Coppa d’Africa prenderà il via in Camerun il 9 gennaio 2022. Questo è tutto». A parlare è Lux September, il capo ufficio stampa della Confederazione calcistica africana (Caf), che al quotidiano britannico The Guardian ha fugato ogni dubbio su un possibile rinvio o annullamento della competizione.  

La voce circolava tra la stampa europea da settimane, ma si è intensificata nella giornata del 15 dicembre dopo la pubblicazione di un articolo da parte della testata francese RMC Sport che, citando “proprie informazioni”, ha rivelato che la possibilità che la Caf annulli la prossima edizione della Coppa d’Africa è in fase di discussione ed è ora più probabile.

L’articolo di RMC Sport ha seguito di qualche giorno una lettera inviata dall’Associazione dei club europei (Eca) al vice-segretario generale della Fifa, Mattias Grafström. Nella lettera i club esprimono la loro preoccupazione riguardo alla prossima edizione della Coppa d’Africa, perché al momento ci sarebbero tre principi che regolano il rapporto tra club e federazioni nazionali in materia di rilascio dei calciatori che rischiano di non essere rispettati a causa della pandemia da Covid-19 e della rapida diffusione della nuova variante Omicron.

Il primo riguarda l’obbligo per ogni federazione nazionale di assicurarsi che tutti i protocolli medici vengano rispettati per garantire il benessere dei calciatori. Il secondo principio ricorda che i club non sono tenuti a rilasciare obbligatoriamente i calciatori in circostanze in cui la durata del periodo di rilascio richiederebbe ai calciatori di saltare partite ufficiali del club. Il terzo sottolinea che l’indisponibilità dei calciatori per i club non può estendersi oltre i periodi di rilascio concordati.

In relazione a quest’ultimo punto, i club potrebbero appellarsi a una regola introdotta dalla Fifa nell’agosto 2020 che concede ai club la possibilità di trattenere i propri calciatori se questi, al loro rientro dai viaggi a cui devono sottoporsi per rispondere alla convocazione della nazionale, sono costretti a osservare un periodo di quarantena di almeno cinque giorni.

Ufficialmente, ad oggi, il Camerun non ha registrato alcun caso della variante Omicron e, secondo il giornalista burkinabè Ablam Gnamesso, la Caf e il governo camerunese avrebbero trovato un accordo sulla gestione sanitaria e sul protocollo Covid-19 da applicare durante la Coppa d’Africa. I dettagli dell’accordo verranno resi pubblici nei prossimi giorni.

September ha precisato, attraverso il suo account Twitter, che una discussione su un possibile rinvio o annullamento del torneo non è mai esistita e ha bollato come false le notizie diffuse dai media europei. In sostanza, secondo Lux, queste notizie farebbero gli interessi dei maggiori club europei – con la Premier League in testa – che temono di perdere i propri calciatori africani per almeno un mese, in un periodo delicato della stagione.

Pensate al Liverpool che dovrebbe rinunciare contemporaneamente all’egiziano Mohamed Salah, al senegalese Sadio Mané e al guineano Naby Keita. Interrogato da Nigrizia in merito alla pressione esercitata dai club europei, il capo ufficio stampa della Caf ha aggiunto: «Non ho alcuna opinione su ciò che l’Eca o chiunque altro sta dicendo. Siamo tutti vincolati agli stessi regolamenti Fifa in materia di calendario e rilascio dei calciatori».

Qualche ora dopo la diffusione dell’articolo di RMC Sport, Sky Sports e Bbc hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la trasmissione di tutte e 52 le partite della Coppa d’Africa. Questa notizia contribuirebbe a smentire le voci di un possibile rinvio o annullamento della competizione a soli 24 giorni dal fischio d’inizio, fissato al 9 gennaio.

A ulteriore riprova delle proprie dichiarazioni, Lux September ha ricordato che il segretario generale della Caf, Veron Mosengo-Omba, si trova già da qualche giorno in Camerun, dove si è unito alla squadra del Comitato organizzatore locale e al governo del Camerun per lavorare agli ultimi preparativi. Anche il neopresidente della Federcalcio camerunense, Samuel Eto’o, ha rassicurato tutti sullo svolgimento del torneo dopo un incontro col ministro dello sport, Narcise Mouelle Kombi, e il ministro della sanità, Manaouda Malachie.

La smentita di queste voci, però, non significa che il Camerun non stia affrontando problemi e situazioni complesse da gestire. I ritardi nella costruzione delle varie infrastrutture e degli stadi sono ben noti. In particolare quelli relativi alla parte esterna del Paul Biya Stadium, conosciuto anche come Olembé Stadium, che ospiterà la partita inaugurale tra Camerun e Burkina Faso.

A questo si somma l’annosa questione anglofona che, come ha scritto su Deutsche Welle l’attivista per i diritti umani e giornalista Rebecca Tinsley, potrebbe coinvolgere tanto Yaoundé quanto la sede di Limbe, una città della regione del Sudovest in cui si disputeranno il gruppo F e due ottavi di finale.

Sembra preoccupare meno il violento conflitto in corso tra contadini e pastori del profondo nord del Camerun, causato dalle scarse risorse idriche a disposizione per la popolazione della regione. Secondo le autorità locali, circa 48 mila camerunesi sarebbero già rifugiati nel vicino Ciad. La sede più settentrionale della Coppa d’Africa è Garoua, che dista centinaia di chilometri dalle rive del lago Ciad, regione in cui si sta consumando il conflitto.

 

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